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Mafia Capitale, chiesto il processo per Gianni Alemanno

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex sindaco, accusato di corruzione e finanziamento illecito

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Il 5 novembre del 2015 la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno con l’accusa di corruzione e finanziamento illecito. Sulla richiesta i magistrati si pronunceranno il prossimo 11 dicembre.

Secondo la ricostruzione della Procura, Alemanno avrebbe ricevuto un finanziamento di 125mila euro dall’ex membro dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar) Massimo Carminati e dal capo della cooperativa sociale 29 giugno Salvatore Buzzi, le persone indicate dai pm come i capi della presunta organizzazione criminale nota come Mafia Capitale.

Il finanziamento sarebbe avvenuto non direttamente ad Alemanno, ma alla fondazione Nuova Italia, che fa riferimento all’ex sindaco.

Gianni Alemanno, sindaco di Roma dal 2008 al 2013 per il Popolo della Libertà, è stato indagato nel dicembre del 2014 nell’ambito della prima ondata di arresti dell’inchiesta Mondo di mezzo, e nell’ottobre del 2015 gli era stata notificata la chiusura dell’indagine che lo riguardava.

Lo stesso giorno in cui i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio di Alemanno, si è aperto presso il Tribunale di Roma il maxiprocesso verso 46 persone coinvolte nell’inchiesta.

Alemanno, in seguito alla notizia della richiesta di rinvio a giudizio, ha notato come nella richiesta “bisogna cogliere la notizia più importante, cioè che ogni accusa e ogni aggravante connessa all’associazione mafiosa è decaduta”.

Riguardo Massimo Carminati, Alemanno ha aggiunto di non averlo mai conosciuto, neanche negli anni Settanta e Ottanta, dal momento che i due erano in “due mondi diversi”. “Io militavo nell’Msi. Carminati era nei gruppi extraparlamentari. Tra questi due gruppi spesso c’era una logica conflittuale” ha dichiarato l’ex sindaco.