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Grazie, con qualche giro di parole
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Grazie, con qualche giro di parole

La lettera di una ragazza italiana, che non conosciamo personalmente, che parla della sua personale esperienza di lettrice di TPI

01 Nov. 2015

In redazione arrivano moltissime lettere, tanto di apprezzamento quanto di critica. Pochi giorni fa ne è arrivata una da parte di una ragazza, che non conosciamo personalmente, che parla della sua personale esperienza di lettrice di TPI.

Dopo aver ricevuto il suo consenso, abbiamo pensato di pubblicare questa lettera per condividere con i lettori la nostra genuina soddisfazione: sapere che il nostro lavoro è servito a ispirare qualcun altro a seguire il proprio sogno di conoscere, studiare e raccontare il mondo ci riempie di orgoglio. Grazie a te per le belle parole, Rossana.

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Salve, buonasera, non lo so neanche come si comincia una lettera. In realtà non saprei dire neanche se questa è una lettera e, se lo è, di che genere. So solo che è arrivato il momento in cui devo scrivere ciò che penso a questa redazione che mi sta aprendo gli occhi verso un percorso di vita possibile.

O potrei dire che è arrivato il momento in cui devo scrivere ciò che penso, punto. Tempo fa, avevo all’epoca forse sette od otto anni, mio padre mi costrinse ad accompagnare mio fratello dal dentista. Odiavo quelle sale d’attesa sempre zeppe di persone e prevedevo che sarebbe stata una noia mortale.

Così decisi di portare con me un libro – avevo visto che anche la mamma qualche volta lo faceva – e senza sapere neanche bene a cosa servisse, credetti di poter ammazzare il tempo in questo modo. Una volta arrivata guardai fiduciosa le pagine che mi avrebbe salvata da quella tortura. Si trattava del Mago di Oz. Mi immersi nella lettura, mi estraniai completamente da quel contesto ed entrai in un mondo meraviglioso. Da quel giorno non ho mai più smesso di leggere.

Ecco, forse ora Giulio Gambino starà pensando che sono impazzita, cosa importa a voi di questa storia? Ci arrivo subito. Inizialmente adoravo perdermi in questi universi fantastici, un po’ come tutti i bambini. Poi, crescendo, ho trovato una giusta via di mezzo, certo più impegnata, nel realismo fantastico sudamericano, come Márquez o Isabel Allende.

Tuttavia non era sufficiente a saziarmi e mi sono spinta oltre leggendo Kafka, Dostoevskij, Tolstoj, Gončarov, Bulgakov, Pessoa e molti altri; mi sono poi avvicinata alla saggistica e sopperivo alle necessità dell’indefinito attraverso la poesia. L’attualità non mi interessava, l’Uomo lo conoscevo nei libri e attraverso le mie esperienze quotidiane. Tuttavia sentivo di aver bisogno di altro ed è a questo punto che siete entrati in gioco voi.

Ho conosciuto TPI circa due anni fa. Credo che inizialmente ciò che mi avesse attratta fossero le fotografie. Reportage incredibili mi mostravano un mondo di cui non ero a conoscenza. Non ero certo una sprovveduta, ma non avevo mai visto l’Asia, l’America, l’Africa da così vicino.

Mi sono innamorata dell’India di Andrea De Franciscis e Maria Tavernini, la Cina di Maria Dolores Cabras, le spiegazioni senza giri di parole. Così ho cominciato a mangiare i vostri articoli, ogni giorno per due anni. La costanza era dovuta alla meraviglia della scoperta, proprio come quando da piccola sfogliavo le pagine del mago di Oz. Mi avete letteralmente aperto gli occhi sulla straordinarietà del mondo.

Oggi ho 19 anni, sono prossima alla maturità e si avvicina il momento di prendere una decisione seria e responsabile per il mio futuro. E forse la mia strada era già scritta. Da settembre frequenterò la facoltà di Lettere Moderne, indirizzo Erasmus Mundus che permette di conseguire un doppio diploma italo-francese, all’università di Bologna. Poi tenterò una carriera giornalistica.

Il mio sogno, da quando vi conosco, è viaggiare, conoscere e scrivere. La lettura mi ha garantito un’apertura mentale, ma ora necessito di mettermi in gioco in un’esperienza concreta. Voglio diventare una grande reporter. Quando vedo da chi è composta la vostra redazione penso sempre che sarà dura, il livello di competizione è alto e l’obiettivo da raggiungere lontano.

Ma ho capito anche che il mio sogno non è impossibile da realizzare. Vi ringrazio per l’impegno, la costanza e la qualità del vostro lavoro. E per il coraggio. Voglio contribuire alla diffusione di un’informazione vera e incondizionata capace di allargare gli orizzonti, come voi avete fatto con me.

A tutta la redazione di TPI, grazie di cuore.

Rossana Capobianco  

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