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Obama pensa a inviare truppe di terra in Siria contro l’Isis

Nuove truppe speciali verrebbero inviate in Siria ed elicotteri d'attacco in Iraq per combattere l'Isis. Aumenterebbe anche il numero dei bombardamenti aerei

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Gli Stati Unti starebbero prendendo in considerazione la possibilità di inviare truppe speciali in Siria ed elicotteri d’attacco in Iraq per combattere l’Isis. L’amministrazione statunitense potrebbe aumentare anche il numero dei bombardamenti aerei.

Le proposte elaborate dall’esercito statunitense sono sul tavolo del presidente Barack Obama e arrivano dopo che il segretario alla Difesa, Ashton B. Carter aveva chiesto ai vertici militari di disegnare nuovi piani militari per Siria, Iraq e Afghanistan.

Se accettate dal presidente Obama le proposte porterebbero a un incremento dell’impegno statunitense in Siria.

Il presidente Obama era stato finora contrario a mettere a rischio la vita dei soldati americani in guerre impopolari nel Medio oriente. Per questa ragione l’amministrazione Obama non aveva mandato truppe a sostegno dei curdi che stanno combattendo l’Isis in Siria.

Ma l’intervento russo, per il momento solo attraverso bombardamenti, in Siria potrebbe aver cambiato le cose.

Il segretario alla Difesa Ashton Carter ha detto nell’incontro di martedì 27 ottobre con i senatori statunitensi che la coalizione internazionale contro l’Isis dovrebbe avere come obiettivo principale Raqqa, la roccaforte del sedicente Stato Islamico.

“Ci aspettiamo di intensificare la nostra campagna aerea, usando nuovi aerei degli Stati Uniti e degli altri appartenenti alla coalizione, per colpire l’Isis con bombardamenti più intensi e più frequenti” ha detto Carter.

Continuano contemporaneamente gli sforzi diplomatici. Giovedì 29 ottobre inizierà a Vienna, in Austria, una nuova tornata di colloqui di pace sulla Siria che vedrà la partecipazione del segretario di Stato americano John Kerry, del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e di rappresentanti di diversi stati europei e arabi.

– Leggi: gli Stati Uniti hanno riferito di aver invitato, per la prima volta, Teheran a partecipare ai negoziati sulla risoluzione del conflitto civile siriano