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La macchina che riconosce le emozioni

Alcuni ricercatori statunitensi hanno inventato MultiSense, un macchinario che sarebbe capace di analizzare le espressioni del volto umano

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I ricercatori dell’istituto Robotics dell’università statunitense Carnegie Mellon hanno inventato una macchina che sarebbe in grado di analizzare i sentimenti. Il macchinario si chiama MultiSense e riuscirebbe a comprendere le emozioni di una persona analizzando in tempo reale le espressioni del suo volto, la posizione del corpo e la direzione dello sguardo. 

Multisense, inoltre, riuscirebbe a comprendere se una persona sta dicendo la verità o se sta mentendo, al contrario di quanto sono in grado di fare gli esseri umani.

Numerosi studi dimostrano che sia le persone felici che quelle ritenute depresse sorridono lo stesso numero di volte durante la giornata, quel che cambia è l’intensità e la durata del sorriso stesso che per i depressi è minore.

Le espressioni sono influenzate da innumerevoli elementi consci e inconsci e gli uomini non sono capaci di riconoscere tutti gli input inviati al cervello dalla mimica facciale altrui, al contrario di MultiSense

Un report pubblicato dalla rivista scientifica statunitense Pnas nel 2012, rivela che le espressioni facciali non sono universali e che tra Occidente e Oriente le differenze sono sostanziali.

Mentre gli orientali usano principalmente gli occhi per esprimere emozioni, gli occidentali hanno almeno sei diverse espressioni facciali per esprimere rabbia, tristezza, stupore, paura, felicità e disgusto.

Inoltre, l’uso della mimica facciale cambia molto tra donne e uomini. Gli uomini, se tristi, tendono più delle donne a mostrare un’espressione accigliata.

Anche il contesto sociale influenza il modo di esprimersi. La campagna Stop telling women to smile dell’artista statunitense Tatyana Fatzlalizadeh, per esempio, mette in evidenza come alle donne venga sempre richiesto di sorridere e di mostrarsi serene.  

MultiSense è capace di riconoscere gli elementi che influenzano l’espressività in modo da risalire ai pensieri e alle emozioni che si nascondono dietro la mimica facciale. L’invenzione potrebbe essere impiegata sia in campo medico che militare. La macchina aiuterà i dottori a monitorare i pazienti in termini di benessere ed efficacia della cura in casi delicati in cui il riscontro dei pazienti è fondamentale, come per il trattamento dei disturbi post traumatici da stress.

Molti studi compiuti dall’esercito e dal dipartimento della Difesa statunitensi si erano già concentrati sulle espressioni facciali. Gli scienziati pensano che macchine come MultiSense, potrebbero essere utilizzate anche con finalità investigative durante gli interrogatori per prevedere o comprendere il comportamento delle persone.