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Case giapponesi

L'architetto statunitense Naomi Pollock ha raccolto in un libro 400 tra le case più stravaganti in Giappone: piccole e d'avanguardia. Le immagini raccolte dal Guardian

Immagine di copertina

Jutaku: japanese houses è l’ultimo libro dell’architetto statunitense Naomi Pollock, che ha fotografato le case più piccole e d’avanguardia del Giappone. Pollock si è trasferita a Tokyo non appena laureata nel 1988. Le sue foto sono state raccolte dal quotidiano britannico The Guardian.

Pollock racconta che quando un suo professore le chiese che cosa volesse studiare, lei rispose che voleva “capire perché i palazzi in Giappone sono così strani”. Il progetto dunque non è che la risposta alla domanda che l’artista si fece anni prima sull’architettura sperimentale giapponese. 

Le 400 case fotografate sono state progettate dai più famosi architetti giapponesi – come Shigeru Ban, Sou Fujimoto, Toyo Ito, Kengo Kuma, Jun Idarishi e Shuhei Endo -, così come artisti emergenti e giovani ancora sconosciuti. 

Diviso nelle sette principali zone geografiche del Giappone, incluse le isole, il libro vuole essere “un viaggio ad alta velocità verso i più caratteristici panorami giapponesi”, all’insegna di case insolite che per fascino e dimensioni sembrano essere i “diamanti grezzi dell’architettura”.