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Dieci calciatori della nazionale di calcio dell’Eritrea hanno chiesto asilo al Botswana

Dopo la partita giocata contro il Botswana, i giocatori eritrei non hanno voluto prendere l'aereo che li avrebbe portati a casa e hanno fatto richiesta d'asilo politico

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In seguito alla partita per le qualificazioni dei Mondiali di calcio del 2018 – persa 3 a 1 contro il Botswana lo scorso 13 ottobre – dieci giocatori dell’Eritrea hanno deciso di non imbarcarsi sull’aereo che li avrebbe riportati indietro e di chiedere asilo alle autorità locali.

I giocatori, che adesso si trovano in stato di fermo, avrebbero deciso di non tornare nel loro Paese per evitare di essere costretti ad arruolarsi nell’esercito dell’Eritrea.

Secondo quanto riportato dal giornale The Voice, l’ambasciatore eritreo in Botswana avrebbe sconsigliato ai giocatori di cercare di chiedere asilo nel Paese. 

L’Eritrea è una nazione con una popolazione di sei milioni di abitanti. È un’ex colonia italiana e oggi risulta essere uno fra i Paesi più poveri del continente africano.

È governato da una dittatura monopartitica, che lo ha portato a essere considerato dall’organizzazione non governativa statunitense Freedom House uno dei Paesi meno liberi al mondo.

Questo ha portato numerosi eritrei a voler lasciare il Paese nel tentativo di raggiungere l’Europa settentrionale: nel 2015 il numero di migranti che dall’Eritrea si è recato in Europa ha toccato la cifra di circa 4mila persone al mese.

Inevitabilmente, questa situazione ha forti ripercussioni anche sul calcio e sui Red Sea Camels, soprannome con cui è nota la nazionale di calcio eritrea.

Nel 2006, quando la situazione interna al Paese stava precipitando, quattro giocatori dell’FC Red Sea, squadra della capitale Asmara, hanno chiesto asilo al Kenya dopo una partita disputata a Nairobi nella Champions League africana.

Nel 2007 furono invece 12 i giocatori eritrei a chiedere asilo alla Tanzania dopo una partita disputata nel Paese valevole per la Cecafa Cup, un torneo per nazionali africane.

Nel 2008, dopo che nove giocatori avevano lasciato il Paese in circostanze simili, la nazionale dell’Eritrea dovette ritirarsi dalla Cecafa Cup e dalle qualificazioni dei Mondiali e della Coppa d’Africa.

Anche negli anni successivi, nuovi episodi di questo tipo hanno continuato a verificarsi, anche se senza mai costringere la nazionale a ritirarsi da alcuna competizione. Proprio nel 2015, l’Eritrea era riuscita a ottenere l’autorizzazione della Fifa – la federazione calcistica mondiale – per far giocare Henok Goitom, giocatore svedese ma di origine eritrea, con la maglia della propria nazionale.

Goitom, 31 anni, è il giocatore della nazionale dell’Eritrea con la maggiore esperienza internazionale, ha giocato anche in Italia, nell’Udinese, e oggi gioca in Svezia nell’Aik Solna, e nella partita contro il Botswana era in campo per la seconda volta con la maglia dei Red Sea Camels, segnando anche l’unico gol della sua nazionale.