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Alla scoperta delle tribù più remote del mondo

Jimmy Nelson, fotografo britannico, riporta i volti e le storie di tribù indigene in giro per il mondo

Immagine di copertina

La crescita vertiginosa della popolazione mondiale, assieme ai continui cambiamenti economici e climatici, rischiano di far scomparire la diversità culturale nel mondo. 

Il fotografo britannico Jimmy Nelson è riuscito a documentare la quotidianità di tribù che altrimenti passerebbero inosservate, un inno alla diversità culturale. Il progetto “Before they pass away” è diventato anche un libro, pubblicato nel novembre 2013.

Trenta tra le tribù più isolate del mondo sono ritratte in questi scatti in tutta la loro particolarità e unicità. I soggetti scattati da Nelson non sono soltanto terre lontane o reperti storici antichi, ma volti e storie di tribù dai tratti caratteristici. “Li ho fotografati secondo un punto di vista molto estetico, emblematico e romantico”. Un’idea che Nelson dice di aver ripreso da Edward Sheriff Curtis, un fotografo statunitense. 

L’Etiopia, nello specifico la tribù Dassanech, è la prima meta scelta da Nelson. “Ho iniziato da lì per dare una sorta di slancio al progetto”, racconta. A seguire: i Kazakh e gli Tsaatan in Mongolia, gli Hiimba in Namibia, gli Chukchi in Russia, gli Huli in Papua Nuova Guinea e molti altri.

Con questo lavoro, Nelson si definisce non solo un fotografo ma anche un “comunicatore” di una realtà e individualità che il mondo occidentale ha perso.