Me

L’Unione europea offre incentivi alla Turchia per gestire la crisi dei migranti

Il programma è ancora in fase preparatoria e prevede aiuti finanziari, un incremento delle forze della guardia costiera turca e l'apertura di nuovi centri per i migranti

Immagine di copertina

L’Unione europea vuole offrire nuovi incentivi al governo turco per gestire l’ingente flusso di migranti nel Paese. La versione preliminare del piano è stata tracciata dalla Commissione europea e rilasciato nella giornata di martedì 6 ottobre 2015. 

Il programma prevede aiuti finanziari fino a un miliardo di euro, che l’Unione europea si impegna a elargire al governo turco tra il 2015 e il 2016. Tra le altre proposte, è previsto un allentamento delle restrizioni sui visti e il reinsediamento di alcuni dei rifugiati già presenti all’interno dei confini turchi. 

L’Europa punta anche a migliorare la propria capacità di gestione del traffico dei migranti al largo delle coste della Turchia, rafforzando il servizio della guardia costiera nel Paese.

In cambio del finanziamento, è stato richiesto al governo turco di impegnarsi nella realizzazione di una serie di provvedimenti, tra cui l’attuazione di nuove procedure d’asilo e l’apertura dei sei centri d’accoglienza costruiti grazie a un cofinanziamento dell’Unione europea. 

Il governo del presidente turco Recep Tayyip Erdogan sostiene che altri milioni di rifugiati potrebbero arrivare in Europa, fuggendo dalle zone di conflitto in Siria, anche a causa dell’intervento militare russo e il coinvolgimento iraniano nel Paese. La Russia ha cominciato a bombardare la Siria il 30 settembre 2015, dichiarando come proprio obiettivo l’annientamento delle basi dell’Isis sul territorio siriano. L’Occidente ha più volte accusato il Cremlino di aver colpito, durante i propri raid, obiettivi differenti dallo Stato islamico, per spalleggiare il governo siriano di Bashar Al-Assad nella guerra civile contro i ribelli. Tuttavia, il governo russo ha sempre respinto ogni tipo di accusa.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha dichiarato che altri tre milioni di rifugiati potrebbero lasciare Aleppo e la zona circostante per dirigersi verso il continente europeo. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni ha però giudicato i commenti di Tusk speculativi, affermando di non aver ricevuto fino a questo momento nuove segnalazioni di migranti in procinto di abbandonare i confini siriani.

Il ministro dell’economia turco Nihat Zeybekci si è mostrato dubbioso nei confronti del piano redatto dalla Commissione europea, dichiarando che la Turchia accoglierebbe con favore il contributo finanziario che gli è stato offerto, ma anche che il piano di aiuti non rappresenterebbe una soluzione alla crisi in atto nel Paese. 

Inoltre, nel documento preliminare non sono presenti riferimenti ad alcune delle richieste avanzate dal presidente Erdogan, tra cui la creazione di un’area di rifugio e di una no-fly zone nei pressi del confine settentrionale della Siria. L‘Europa terrà un vertice per discutere la questione il prossimo 15 ottobre.