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Un pianoforte per i migranti a Roma
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Un pianoforte per i migranti a Roma

Il fotografo Alin Costache ha investito i propri risparmi per regalare agli ospiti di un centro di accoglienza di Roma la possibilità di suonare uno strumento musicale

06 Ott. 2015

Un pianoforte per i migranti. È stato questo il primo pensiero di Alin Costache, un giovane fotografo romeno, quando la sua attenzione è stata catturata da un ragazzo eritreo intento a suonare un pianoforte messo a disposizione di tutti, nella stazione ferroviaria di Roma Tiburtina.

Costache stava partendo per l’Abruzzo quando ha sentito le note dello strumento diffondersi tra i rumori della stazione. È bastata una chiacchierata con il ragazzo che stava suonando, per fargli capire che trovare un pianoforte da regalare ai migranti di uno dei centri di accoglienza di Roma sarebbe stata una splendida idea.

Ha deciso immediatamente di investire i propri risparmi insieme a pochi euro raccolti grazie al contributo di altri volontari per l’acquisto dello strumento musicale, così da far partire quanto prima il suo progetto. Altre persone lo hanno aiutato a trasportare il pianoforte di seconda mano fino al centro culturale Baobab, che dalla scorsa estate ospita decine di migranti provenienti dalla stazione Tiburtina.

Le reazioni degli ospiti della struttura sono state sorprendenti: uomini, donne e bambini si sono subito avvicinati al regalo, iniziando a suonare e permettendo a Costache e ai suoi compagni di filmare la gioia dei migranti di fronte al dono.

L’idea del fotografo ha sottolineato l’importanza di non occuparsi soltanto delle esigenze primarie di coloro che percorrono centinaia di chilometri e rischiano la vita per trovare asilo o tentare la fortuna in un Paese straniero.

Alin Costache è un fotografo nato e cresciuto in Romania da una famiglia di genitori divorziati. La sua storia personale – racconta nel suo blog – l’ha portato a imparare ad avere fiducia nelle persone e a garantirne agli altri.

Quando aveva sette anni, infatti, aveva fatto l’autostop per la prima volta nella sua vita per cercare di raggiungere la madre che lavorava in città, a qualche chilometro dal paese dove Costhache abitava insieme ai nonni. Un uomo si era offerto di aiutarlo a trovare il ristorante dove la madre era impiegata, dato che il bambino ne conosceva soltanto il nome.

Si trattava di uno sconosciuto, che non avrebbe guadagnato nulla dal suo gesto e che ha insegnato a Costache a credere nel prossimo e a essere sempre pronto a fornire il proprio aiuto. 

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