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L’uomo che insegna a stuprare una donna e farla franca
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L’uomo che insegna a stuprare una donna e farla franca

Una petizione online ha già raccolto più di 226mila firme per togliere dal commercio la serie di libri di Daryush Valizadeh sul “turismo d’amore”

05 Ott. 2015

Ha 36 anni, si vanta di aver fatto del sesso la sua ragione di vita, di essere riuscito a convincere ogni donna con cui è stato a letto a non usare un preservativo e secondo le più di 226mila persone che hanno firmato una petizione contro la vendita dei suoi libri sul portale di Amazon, avrebbe scritto manuali su come stuprare una donna e farla franca.

Daryush Valizadeh, anche noto con i nickname di Roosh V e Roosh Vore, è un americano di origine armena e iraniana, cresciuto nello stato del Maryland.

In una lettera indirizzata all’amministratore delegato di Amazon, Caroline Charles, una donna britannica ideatrice della petizione, accusa lo scrittore apertamente antifemminista e l’azienda di Seattle di lucrare sulla diffusione di idee che promuovono la violenza sulle donne. La Charles sottolinea come la proposta non sia quella della censura, ma semplicemente della vendita online a pochi euro, che permette a idee considerate pericolose di diffondersi mentre il suo autore si arricchisce.

Nella petizione si possono leggere alcune frasi di Bang Iceland, uno dei libri della serie di Valizadeh che trattano quello che lui definisce “turismo d’amore”, in cui l’autore ammette, senza giri di parole, di aver violentato una ragazza ubriaca: “In America, fare sesso con lei sarebbe stato uno stupro, dal momento che lei, legalmente, non era in grado di dare il suo consenso. Non aiuterebbe il fatto che io ero sobrio, ma non posso dire che mi interessasse o che abbia addirittura esitato. Non razionalizzo le mie azioni, fare sesso è ciò che faccio”.

Non è l’unico caso in cui, con un suo scritto, Valizadeh dichiara senza mezzi termini di aver compiuto questo particolare crimine. Sempre in Bang Iceland, racconta di come abbia riaccompagnato a casa un’altra ragazza ubriaca ripetendole più volte di non poterla lasciare andare da sola per il pericolo che qualcuno la stuprasse e l’abbia poi spogliata e violentata a casa sua. 

Le posizioni estreme di questo scrittore prescindono da quanto riportato nei suoi romanzi. Roosh Vore, infatti, ha guadagnato un controverso successo con la propria petizione sulla legalizzazione dello stupro all’interno delle mura domestiche.

Secondo lui, è colpa della donna qualora diventi vittima di una violenza in un luogo privato, perché è lei ad aver sbagliato a giudicare il proprio accompagnatore. Le donne che continuano ad abitare con uomini che non ritengono adeguati e interessanti, inoltre, sarebbero responsabili della propria infelicità e non andrebbero difese, a suo giudizio, nel caso l’uomo in questione volesse avere rapporti sessuali non consensuali con loro.

L’autore di Bang Iceland sottolinea come la società moderna tratti la donna come un bambino da cullare e difendere, non riconoscendo le colpe che in realtà avrebbe, dato che molto spesso non è in grado di “difendersi come difenderebbe la borsetta o lo smartphone da un ladro”.

“Insegnando agli uomini che stuprare le donne è sbagliato – si legge sul suo blog – abbiamo insegnato alle donne a non saper più prevenire una violenza e a non sapersi prendere le responsabilità delle proprie azioni”. Lo scrittore fa poi un paragone opinabile tra le donne stuprate e i passanti che scelgono di camminare in strade malfamate, a loro rischio e pericolo: “Se ora tu camminassi in un ghetto e venissi derubato, saresti chiamato idiota e nessuno si azzarderebbe a dire ‘bisogna insegnare a quei ragazzi del ghetto a non rubare’”.

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