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Germania: il Paese ha tradotto i primi venti articoli della propria costituzione in arabo, per aiutare i migranti a integrarsi. Entro la fine del 2015, è previsto l’arrivo di 800mila persone – equivalenti all’1 per cento della popolazione tedesca totale – la maggior parte delle quali rifugiati siriani, ma anche molti migranti nord africani in cerca di una vita migliore. “Nessuno è costretto, quando viene in Germania, a cambiare la propria religione o vita privata. Ma ciò che conta per la nostra cultura è che i princìpi della nostra società democratica siano condivisi da tutti,” ha detto il vice cancelliere Sigmar Gabriel. “Sono convinto che i primi venti articoli della nostra costituzione sono ciò che ci distingue,” ha aggiunto. Ai richiedenti asilo è chiesto di studiare il tedesco, accettare la divisione tra stato e chiesa, rispettare i diritti degli omosessuali, la libertà di espressione e la parità di genere, e di non avere atteggiamenti antisemiti. Circa 10mila copie della traduzione sono state messe in circolazione per il momento. 

– Bahrain: la polizia ha sequestrato 1,5 tonnellate di esplosivi ad alto potenziale dopo aver fatto irruzione in un magazzino situato in un quartiere residenziale di Nuwaidrat, circa 15 chilometri a sud della capitale Manama. Il ministero dell’Interno ha detto che “la struttura era stata adattata per ospitare una complessa rete di bunker sotterranei nascosti e una fabbrica di armi al piano terra”. Le autorità hanno annunciato di aver arrestato un numero di individui imprecisato che si sospetta abbiano legami “terroristici” con l’Iran, che nega l’accusa, e il gruppo militante degli Hezbollah. La monarchia sunnita del Bahrain sta cercando di tenere sotto controllo le proteste della maggioranza sciita del Paese, che dal 2011 sta chiedendo maggiori diritti e rappresentazione politica. Il governo del Bahrain è accusato di numerose violazioni dei diritti umani. 

– Siria: l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha detto che il primo attacco lanciato dalla Francia su un campo di addestramento dell’Isis in Siria avrebbe ucciso 30 persone, tra cui 12 bambini soldato, e ne avrebbe ferite circa 20. Domenica la Francia ha cominciato i raid aerei contro i militanti dello Stato Islamico in Siria, nonostante li portasse avanti già da tempo in Iraq. Sei jet hanno colpito e distrutto il campo situato nella provincia di Deir al-Zour, vicina al confine iracheno. La Francia sostiene di aver effettuato l’attacco per autodifesa, visto che nel campo erano presenti numerosi combattenti stranieri che sarebbero poi rientrati in Europa per portare avanti attacchi terroristici.

– Cina: un’esplosione ha colpito un palazzo residenziale di sei piani nella provincia meridionale di Guangxi, il giorno dopo che una serie di pacchi bomba è esplosa causando la morte di 7 persone nella regione. Ancora non è chiaro se i due attacchi sono collegati fra loro. Per motivi di sicurezza, la polizia locale ha avvisato i cittadini di non accettare la consegna di alcun pacco e ha sospeso i servizi postali fino a sabato. 

– Afghanistan: con un’operazione militare condotta nella notte, l’esercito afghano sostiene di aver ripreso il controllo degli edifici governativi e della prigione nella città di Kunduz, centro strategico nel nord del Paese, caduta nelle mani dei Taliban il 28 settembre. I Taliban hanno però dichiarato di essere riusciti a mantenere il controllo di vaste zone della città. Secondo il governo afghano, che è stato aiutato dalle forze speciali della Nato ancora presenti sul territorio, sarebbero rimasti uccisi numerosi combattenti talebani. La conquista della città da parte del gruppo estremista, per quanto temporanea, è stata di vitale importanza per consolidare la leadership del nuovo capo dei Taliban, il Mullah Akhtar Mansour.

– Siria: gli Stati Uniti sono perplessi riguardo al coinvolgimento della Russia nei bombardamenti aerei contro l’Isis in Siria, dopo che un attacco nella provincia di Homs avrebbe presumibilmente causato la morte di 36 civili. La Russia sostiene di aver colpito otto posizioni strategiche per lo Stato Islamico, tra cui depositi di armi, mezzi di trasporto, e centrali di comunicazione e controllo, ma gli Stati Uniti dicono che gli attacchi sarebbero avvenuti in zone dove non era stata registrata alcuna presenza del gruppo estremista. “Questo tipo di azioni sono volte semplicemente a infiammare la guerra civile in Siria,” ha detto il segretario della Difesa americano Ash Carter. Le due potenze mondiali dovrebbero incontrarsi al più presto per discutere del conflitto siriano.

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