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I bambini che nascono senza pene
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I bambini che nascono senza pene

La storia dei Guevedoces, bambini di una piccola comunità della Repubblica Dominicana nati con sembianze femminili ma in realtà maschi

In una piccola comunità della Repubblica Dominicana vivono alcuni bambini maschi conosciuti con il nome di Guevedoces che nascono con sembianze femminili e soltanto negli anni della pubertà sviluppano gli organi sessuali maschili e tratti del corpo più virili. 

La loro storia è stata raccontata dalla Bbc che ha avuto modo di conoscere alcuni membri di questa piccola comunità durante le riprese di una nuova serie televisiva. Tra di loro ci sono anche Johnny e Carlos, nei primi anni di scuola conosciuti dai loro compagni come Felicita e Carla.

Durante l’infanzia Johnny è stato cresciuto da sua madre come fosse una bambina dal momento che non aveva né testicoli né pene, ma soltanto qualcosa simile a una vagina. Ma nonostante l’apparenza, Johnny, non amava nulla della vita da bambina che faceva. Al contrario, molto spesso avrebbe voluto prendere parte alle attività dei suoi compagni maschi, ma l’aspetto femminile nella maggior parte dei casi non glielo consentiva. “Quando vedevo un gruppo di ragazzi, avrei voluto fermarmi per giocare a palla con loro”, racconta. 

Quando poi negli anni a seguire i primi tratti maschili hanno iniziato a manifestarsi i suoi compagni di scuola hanno cominciato a prenderlo in giro. “Mi dicevano che ero un diavolo, mi riferivano cose cattive e brutte parole e io non avevo altra scelta che battermi contro di loro”, continua a raccontare.

Una storia molto simile è quella di Carlos, che all’età di sette anni sta mostrando i primi segni di metamorfosi. Sua madre aveva notato che qualcosa stava cambiando già da qualche anno. Quando compì cinque anni i suoi muscoli e il suo torace cominciarono a ingrandirsi. “Si poteva vedere che stava per diventare un ragazzo. Ma lo amo in ogni caso. Per me non fa alcuna differenza se sia maschio o femmina”, racconta la madre. 

Attratta dai racconti straordinari che circolavano su questa piccola comunità, la dottoressa Julianne Imperato-McGinley, del Cornell Medical College di New York, fu una delle prime persone a recarsi nella Repubblica Dominicana per studiare questa condizione insolita che caratterizzava i Guevedoces. 

Giunta sul posto negli anni Settanta scoprì che le storie di cui aveva sentito parlare negli Stati Uniti erano vere e cominciò così a indagare su cosa stesse alla base di un fenomeno in apparenza così improbabile. 

Dopo numerose indagini riuscì finalmente a comprendere cosa generava le trasformazioni dei Guevedoces.

Alla nascita normalmente disponiamo di una coppia di cromosomi che contiene le sequenze geniche per lo sviluppo degli organi sessuali: se si è destinati a diventare femmine questa coppia è costituita da due cromosomi detti X, mentre nel caso in cui si è destinati a diventare maschi ritroviamo un cromosoma X affiancato a un altro detto Y. 

Nel caso in cui si è geneticamente maschi il cromosoma Y ha il compito di comunicare alle gonadi di diventare testicoli e per far ciò invia del testosterone al tubercolo, dove è convertito in un ormone più potente chiamato diidrotestosterone che a sua volta trasforma il tubercolo in pene. Nel caso delle donne, questo ormone non è prodotto, e il tubercolo dà così origine al clitoride. 

Dagli studi della dottoressa Imperato-McGinley è emerso che ciò che sviluppa la rara condizione presente nei Guevedoces è un deficit enzimatico, nello specifico dell’enzima 5α-reduttasi che normalmente ha la funzione di convertire il testosterone in diidrotestosterone.

Questo deficit enzimatico fa sì che i bambini maschi che ne siano affetti, seppure dotati della coppia di cromosomi XY, inizialmente assumano sembianze femminili. Nell’età della pubertà, poi, quando sono soggetti a una seconda ondata di testosterone, il loro corpo tende a riattivarsi facendo sì che si sviluppino, anche se in ritardo, tutti gli organi maschili.  

Ad ogni modo, i Guevedoces, nonostante sviluppino con ritardo il proprio apparato sessuale, nella maggior parte dei casi, non vanno incontro ad alcun problema. Quasi tutti inoltre mostrano forti preferenze eterosessuali, e soltanto una piccola parte di loro si sottopone a interventi chirurgici per rimanere femmina. 

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