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Rivalutare Beirut attraverso i suoi colori

Un fotografo statunitense ha voluto rivalutare l'idea di Beirut come un luogo ancora colpito dal conflitto in Libano giocando sui colori della città

Immagine di copertina

Una ruota panoramica color arcobaleno, il logo della multinazionale statunitense McDonald rosa acceso, la moschea Mohammad Al-Amin con le cupole verde acqua: queste alcune delle immagini che il fotografo statunitense Matt Crump ha voluto ricreare per raccontare la sua visione di Beirut, la capitale del Libano, intesa come una città vibrante, fantasiosa e al passo con i tempi.

Il progetto – denominato Minimal Beirut e sviluppato in collaborazione con la rivista libanese Plastik – rappresentando Beirut con questi colori si propone, tra le altre cose, di sfatare lo stereotipo comune che vede questa città come un luogo ancora travagliato dalle conseguenze del conflitto che ha attraversato.

In particolare il Libano la guerra civile è iniziata nel 1975 ed è proseguita per circa 15 anni, provocando almeno 120mila morti e l’esodo di oltre un milione di persone. Nonostante questo Beirut sarebbe tornata a risplendere e il progetto di Crump vuole dimostrarlo puntando proprio sui colori della capitale.

“Il mio obiettivo era quello di far cadere l’idea secondo cui Beirut è un luogo spaventoso” conferma il fotografo, che con questo suo lavoro così audace e stravagante è stato anche in grado di ribaltare la credenza più generale che i centri urbani dell’intero medio oriente siano tetri e sterili, ridefinendoli in un’ottica dove la fantasia e la giocosità fanno da padrone.

Crump rappresenta l’esponente di maggior rilievo del cosiddetto “candy minimal” – uno stile di colorare che gioca sulla saturazione e si concentra su specifiche tinte come verde acqua, rosa acceso, verde menta, giallo flash e viola chiaro – e il suo tocco è diventato ormai inconfondibile, assicurandogli inoltre un posto tra la lista dei 50 migliori profili Instagram secondo il settimanale statunitense Time.

Il progetto in questione è apparso in origine sulla piattaforma di fotografia Vsco, che promuove i lavori artistici di numerosi fotografi.