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Cosa è successo il 30 settembre nel mondo
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Cosa è successo il 30 settembre nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

30 Set. 2015

Siria: il 30 settembre la Russia ha fatto partire un programma di attacchi aerei che punta a colpire gli obiettivi dell’Isis nel territorio, con un raid nella provincia di Homs, nella Siria occidentale. Secondo il governo dei ribelli in esilio che si oppone a quello legittimo di Bashar al-Assad, i raid avrebbero colpito aree in cui non si era rilevata la presenza dello Stato Islamico, uccidendo almeno 36 civili. Nella mattinata di mercoledì, il governo russo aveva chiesto agli Stati Uniti di astenersi dal sorvolo del territorio siriano, per evitare incidenti o collisioni, ma l’America si era rifiutata perché il Cremlino non voleva fornire indicazioni precise sui luoghi scelti per l’attacco aereo. Si tratta della prima azione militare russa in Medio Oriente dagli anni Ottanta. 

– Stati Uniti: il 30 settembre durante il suo discorso davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il presidente palestinese Abu Mazen ha annunciato la cancellazione di tutti gli accordi sottoscritti con Israele. “Non possiamo essere i soli ad attuare gli impegni mentre Israele li vìola continuamente”, ha dichiarato. Il leader ha poi chiesto la protezione internazionale in caso di ritorsioni da parte del governo israeliano, che ha invitato fermamente a cessare le attività di colonizzazione e a liberare i prigionieri palestinesi.

– Italia: all’alba del 30 settembre, nella cittadina ligure di Ventimiglia, al confine con la Francia, la polizia ha sgomberato una tendopoli creata per accogliere i migranti dagli attivisti italiani e francesi “no borders” – niente frontiere. Secondo le forze dell’ordine non ci sarebbero stati scontri, anche se una cinquantina di attivisti, dopo lo sgombero, sarebbe tornata a rifugiarsi sugli scogli. Il sindaco di Ventimiglia ha dichiarato che da tempo la giunta comunale aveva chiesto un intervento della polizia per smantellare la tendopoli.

– Cina: almeno sette persone sono rimaste uccise in seguito a una serie di esplosioni verificatesi nella città di Liuzhou, situata nella provincia meridionale di Guangxi. Le esplosioni sono state causate da 17 ordigni nascosti all’interno di pacchi postali. Tra i luoghi colpiti ci sono anche alcuni edifici governativi. Le autorità cinesi al momento non considerano l’attacco come di stampo terroristico. La polizia locale ha affermato di aver avviato un’indagine e attualmente trattiene un uomo di 33 anni come possibile sospetto. I feriti sarebbero più di 50.

– Giamaica: il primo ministro inglese David Cameron ha escluso la possibilità che la Gran Bretagna paghi una multa da diversi miliardi di sterline per aver imposto la schiavitù alla Giamaica durante l’occupazione inglese, terminata nell’agosto del 1962. Il premier, in visita sull’isola, si è rivolto al Parlamento mercoledì 30 settembre, ripudiando ogni forma di schiavitù e ribadendo “il ruolo giocato dalla Gran Bretagna nel cancellarla dalla faccia della Terra”. Cameron ha chiesto alla Giamaica di “andare avanti” e ha annunciato che stanzierà 25 milioni di sterline per la creazione di una nuova prigione sull’isola e altri 300 milioni per progetti di infrastrutture, tra cui strade e ponti.

– Sudafrica: il governo sudafricano ha dichiarato di voler pagare un risarcimento alle famiglie dei minatori morti durante il conflitto sui salari avvenuto nel 2012 in Marikana. In quella occasione la polizia uccise a colpi di arma da fuoco 34 minatori che lavoravano in una delle miniere di platino che fa capo alla Lonmin lpc, una società britannica produttrice di metalli. I minatori si erano riuniti in sciopero per ottenere un aumento di salario. La polizia sostenne, all’epoca, di aver agito per legittima difesa. Il presidente sudafricano Jacob Zuma ha precisato che i dettagli dei pagamenti saranno determinati da una commissione indipendente guidata da un giudice. Dalla fine dell’apartheid nel 1994 non si erano mai verificate nel Paese sparatorie di così grave entità.

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