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Cuba in bianco e nero

Un fotografo italiano non ha voluto raccontare l'isola attraverso i suoi colori ma utilizzando il bianco e nero, mettendone così in luce il carattere locale

Immagine di copertina

Oggi Cuba ragiona sempre più in un’ottica globale, sia in ambito polito che economico, e anche per questo numerose persone temono che possa in qualche modo perdere la sua essenza tipicamente locale, colorata e vivace.

A tal proposito lo scorso agosto è stata riaperta l’ambasciata statunitense a Cuba, e dopo decenni di tentati riavvicinamenti i due Paesi ora sembrano muoversi con serietà verso la normalizzazione delle relazioni diplomatiche, mentre recentemente Papa Francesco ha visitato l’isola incontrando i fratelli Castro – l’attuale capo di stato Raul e l’ex presidente Fidel – e riportando i riflettori sull’arcipelago caraibico.

Un mutamento politico e sociale, questo, che avviene in sintonia con il processo, seppur lento, di apertura all’economia globalizzata, e la concessione in alcune aree dell’isola della rete internet accessibile a tutta la popolazione ne è la prova ultima.

In questo sfondo a Cuba il turismo sarebbe cresciuto del 16 per cento rispetto allo scorso anno e fra i mesi di gennaio e luglio i turisti americani approdati nell’isola sono aumentati del 54 per cento, probabilmente nel tentativo di ammirarla prima che la logica globale a cui si sta avvicinando la trasformi in un luogo dove il carattere locale non è più così facilmente rintracciabile. 

In particolare il tripudio di colori che rappresentano di fatto la natura tipica di Cuba è il punto di partenza per numerosi fotografi che la raggiungono nel tentativo di documentarla e decifrarne l’essenza: lo stesso fotografo americano Brad Ogbonna in merito ha dichiarato che l’isola “è luogo da cui è facile trarre ispirazione”.

Il fotografo italiano Filippo Steven Ferrara nel suo progetto “Diario De Cuba” non si è però accontentato di documentare l’arcipelago caraibico concentrandosi sugli scorci cromatici che offre, al contrario lo ha fatto raccontandolo in bianco e nero, riuscendo a mettere in luce un intrinseco carattere locale nascosto da tutti quei colori con cui l’isola si manifesta e inebria il visitatore.