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La gara di pianto dei bambini giapponesi

Nella tradizione giapponese, far piangere i bambini piccoli mentre li tengono in braccio i lottatori di sumo è un buon modo per farli crescere in salute

Immagine di copertina

Nella tradizione giapponese, il sumo oltre che uno sport è una tradizione nazionale molto importante ed è vista, in molti casi, anche come una forma artistica e rituale.

Oltre a questo, i lottatori di sumo vengono usati per una competizione nella quale non sono loro in prima persona a scendere in campo. La tradizione giapponese, infatti, vuole che i bambini piccoli, se piangono mentre vengono tenuti in braccio da lottatori di sumo crescono in salute.

Per questa ragione, si organizzano vere e proprie gare di pianto tra bambini mentre sono tenuti in braccio da lottatori di sumo, in cui chi piange più forte non solo vince il torneo, ma è anche considerato quello che crescerà più in salute.

I lottatori tengono tra le braccia i bambini, mentre un arbitro grida loro ripetutamente di piangere, in modo da cercare di rendere il loro pianto più rumoroso possibile.

Ogni anno, oltre cento bambini partecipano a un torneo di questo tipo durante il festival di Nakizumo, presso il tempio Sonsoii di Tokyo.