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Immigrazione: il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha detto di essere rimasto “scioccato” dalla reazione della polizia ungherese al tentativo di alcuni migranti di entrare nel Paese sfondando la barriera di filo spinato con la Serbia. Le forze dell’ordine hanno utilizzato gas lacrimogeni e idranti sui richiedenti asilo bloccati al confine dal 15 settembre, giorno in cui sono entrate in vigore le nuove leggi anti-immigrazione del Paese. I migranti avrebbero lanciato bottiglie e pietre verso la polizia, suscitando la violenta reazione. Intanto, molti crecano nuove rotte verso l’Europa e si dirigono al confine con la Croazia, dove ieri sono entrate 300 persone. Austria, Slovacchia, Paesi Bassi e Germania continuano con i controlli alle frontiere. Secondo l’agenzia Frontex, più di mezzo milione di migranti ha raggiunto le coste europee nel 2015. 

– Cile: cinque persone sono morte in seguito a un potente terremoto di magnitudo 8,3 che ha colpito il centro del Paese alle 19:54 ora locale. L’epicentro è stato registrato a 232km dalla capitale Santiago, al largo delle coste cilene, a una profondità di 10km. Almeno un milione di residenti sono stati costretti ad evacuare. Dopo il terremoto, che ha provocato onde alte fino a 4,5 metri, le autorità hanno diffuso un allerta tsunami nel Paese.

– Burkina Faso: i soldati della guardia presidenziale (Rsp) hanno aperto il fuoco sui manifestanti che stavano marciando verso il palazzo del governo in protesta contro la detenzione del premier Yacouba Isaac Zida e il presidente del governo di transizione Michel Kafando, trattenuti all’interno del palazzo dal Rsp. Al momento, non è chiaro se ci sono stati feriti. Questo avviene a un mese dalle presidenziali in Burkina Faso che dovrebbe andare al voto a ottobre per eleggere il primo presidente democratico del Paese, dopo 27 anni sotto al regime dell’ex presidente Blaise Compaoré. Il Burkina Faso è un importante alleato della Francia e degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico. Il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha chiesto l’immediato rilascio dei ministri. Per il momento, i militari dell’Rsp non hanno avanzato alcuna richiesta, ma si sospetta che sia in corso un colpo di stato.

– Nepal: il Parlamento nepalese ha approvato una nuova costituzione che entrerà in vigore da domenica. La costituzione, passata con 507 voti favorevoli e solo 25 contrari, è stata accolta dall’assemblea con grandi applausi. Il Paese verrà diviso in sette province. Dopo l’abolizione della monarchia indù nel 2008, il Nepal non era ancora riuscito a trovare stabilità politica, ma l’entrata in vigore della nuova costituzione potrebbe essere un primo passo per ottenerla. 

– Iraq: tre esplosioni nel centro della capitale Baghdad hanno causato la morte di almeno 12 persone. I primi due attentati, di natura suicida, hanno ucciso otto persone e ne hanno ferite 18, in un distretto commerciale principalmente sciita. La terza esplosione, in un’altra zona sempre a maggioranza sciita, ha invece ucciso quattro persone e causato nove feriti. Gli attentati non sono ancora stati rivendicati, ma si sospetta il coinvolgimento del gruppo estremista sunnita Stato Islamico.

– Africa: dal 2000, i casi di malaria registrati nel continente sono scesi del 50 per cento, con circa 700 milioni di casi prevenuti, secondo un nuovo rapporto pubblicato dalla rivista Nature. L’Organizzazione mondiale della sanità e Unicef sostengono che le morti a causa della malattia sono diminuite del 60 per cento. 13 Paesi in cui era diffusa la malattia fino a quindici anni fa, non hanno registrato alcun caso nuovo. Tuttavia, l’Africa è tuttora il territorio più colpito dalla malattia, con l’80 per cento dei casi mondiali e il 78 per cento dei decessi. 

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