Me

Cosa è successo il 17 settembre nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

Immagine di copertina

Immigrazione: la Croazia sta avendo difficoltà nel gestire il flusso di persone in arrivo dalla Serbia, da quando l’Ungheria ha chiuso il confine serbo-ungherese il 15 settembre, non lasciando alternative per raggiungere l’Europa ai migranti. Secondo le autorità croate, il confine serbo-croato è estremamente pericoloso a causa della presenza di oltre 50mila mine anticarro e antiuomo inesplose dalla fine della guerra dei Balcani nel 1995. Il governo sta infatti mandando numerosi esperti antimine sul posto. La Croazia ha avvisato i richiedenti asilo che se non presenteranno domanda nel Paese, saranno trattati da immigrati illegali. Austria, Slovacchia, Paesi Bassi e Germania continuano con i controlli alle frontiere. La prossima settimana, è previsto un incontro tra i leader europei per discutere dell’emergenza umanitaria. Secondo l’agenzia Frontex, più di mezzo milione di migranti ha raggiunto le coste europee nel 2015.

– Mozambico: il Paese ha dichiarato di aver bonificato tutti i campi minati di cui era a conoscenza sul proprio territorio nazionale. In oltre vent’anni di lavoro, gli ordigni rimossi sono stati più di 171mila, la maggior parte dei quali piazzati nel corso della guerra civile che negli anni Novanta ha colpito il Mozambico.

– Cile: il bilancio di vittime del terremoto che nella notte di ieri ha colpito il Paese è salito a 10. L’epicentro del sisma di magnitudo 8,4 è stato registrato al largo delle coste cilene, a una profondità di 11 chilometri. Almeno un milione di residenti è stato costretto a evacuare e ancora due zone sono in allerta tsunami. 

– Burkina Faso: gli ufficiali della Guardia presidenziale del Burkina Faso hanno preso il potere con un colpo di stato in cui sono stati arrestati il presidente Michel Kafando e il primo ministro Yacouba Isaac Zida. La televisione di stato ha da poco annunciato il nuovo capo del governo, che sarebbe un alleato dell’ex presidente Compaoré, destituito nel 2014. La popolazione è scesa in piazza per protestare il golpe, ma i militari hanno aperto il fuoco, uccidendo oltre 10 persone e disperdendo la folla. Questo avviene a un mese dalle elezioni presidenziali che erano state fissate per l’11 ottobre.

– Sudan del Sud: almeno 170 persone sono rimaste uccise nell’esplosione di una autocisterna uscita di strada presso la località di Maridi, nella parte meridionale del Paese. Gli ufficiali si sono appellati alla Croce Rossa e alle Nazioni unite per ricevere aiuti a causa del sovraffollamento delle proprie strutture ospedaliere.

Segui TPI su Twitter (@tpi

Iscriviti alla newsletter: http://goo.gl/rjWYB9

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus