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Un’alluvione colpisce la comunità poligama dello Utah
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Un’alluvione colpisce la comunità poligama dello Utah

L’inondazione al confine con l'Arizona ha provocato la morte di 16 persone, tra cui 12 membri di una Chiesa che si autodefinisce mormone

16 Set. 2015

Nello stato americano dello Utah, l’inondazione di lunedì ha causato la morte di 16 persone. L’alluvione è stata scatenata dalle forti piogge che hanno colpito i canyon a nord della città di Hildale, dove vive una numerosa comunità di poligami appartenenti alla Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che si autodefinisce mormone.

Dodici tra le vittime della catastrofe naturale facevano parte proprio di questo gruppo religioso, e due di loro erano sorelle sposate allo stesso uomo. Le donne e i loro bambini stavano viaggiando su un pulmino e un suv, di ritorno dalla visita a un parco naturale. I loro mezzi di trasporto sono stati letteralmente trascinati via dalla corrente che si era creata nella zona chiamata Short Creek, al confine tra Utah e Arizona.

Circa tre ore prima dell’alluvione, il servizio meteo nazionale aveva lanciato l’allarme per l’area di Hildale, ma è probabile che le vittime non ne fossero al corrente. 

La Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo degli Ultimi Giorni è un gruppo religioso che segue uno stile di vita molto rigido, che porta la maggior parte dei suoi membri a isolarsi in comunità rurali, staccandosi quasi del tutto dal mondo circostante ed è l’unica, tra le correnti, a non avere abbandonato la poligamia nel 1890. Sono circa 37mila i fondamentalisti convinti che il matrimonio plurimo porti all’esaltazione in cielo.

Questa Chiesa era già stata al centro dell’attenzione dei media a causa dell’arresto del suo capo spirituale, Warren Jeffs, accusato di violenza sessuale su due minori e una ventenne. Jeffs, che secondo i seguaci si sarebbe sposato circa 70 volte, sosteneva che le tre ragazze fossero sue mogli.

La comunità ha reagito all’alluvione del 14 settembre, attivandosi immediatamente nella ricerca dei dispersi, ma accettando l’accaduto come una decisione divina. Un abitante della zona e seguace della corrente fondamentalista, infatti, ha commentato l’inondazione definendola “un atto di Dio, che non si può controllare”. 

Nel canyon di Keyhole, invece, hanno perso la vita quattro escursionisti e, secondo quanto riportano le autorità del parco nazionale di Zion, ancora una persona sarebbe dispersa.

Gli sforzi impiegati nella ricerca hanno momentaneamente appianato le tensioni che permeano la zona di Short Creek, dove convivono i seguaci di Jeffs, e coloro che si sono allontanati dalla comunità dopo le accuse di violenze su minori che hanno portato all’incarcerazione del capo spirituale della Chiesa. Questi due gruppi si dividono tra “lealisti”, secondo cui Jeffs sarebbe soltanto vittima di una persecuzione, e “divisionisti”, che lo ritengono responsabile dei crimini per cui è condannato.

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