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Metà della fauna marina è scomparsa in quarant’anni
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Metà della fauna marina è scomparsa in quarant’anni

Dal 1970, la popolazione marina è calata del 49 per cento, secondo un recente studio. Entro il 2050 potrebbe non esistere più la barriera corallina

16 Set. 2015

Negli ultimi 40 anni, le forme di vita nei mari e negli oceani sono quasi dimezzate, secondo uno studio del WWF e la Società Zoologica di Londra.

La ricerca ha analizzato più di 1.200 specie marine tra mammiferi, rettili, pesci e uccelli.

Dal 1970 al 2012, la fauna marina si è ridotta del 49 per cento. Per alcune specie – come ad esempio i tonni o gli sgombri – la popolazione è crollata anche di circa il 75.

Le cause principali di questo drastico calo sono da ricondurre alle attività dell’uomo che, direttamente o indirettamente, hanno a che fare con l’ambiente. Oltre al grande aumento della pesca intensiva – il consumo di pesce pro capite è più che raddoppiato negli ultimi 40 anni – gli altri principali fattori danneggianti sono l’inquinamento e il surriscaldamento globale.

L’assorbimento di alti tassi di diossido di carbonio da parte degli oceani sta inoltre provocando un aumento dell’acidità delle acque, il che va conseguentemente a ripercuotersi sulle specie marittime. A farne le spese sono ad esempio i coralli: nel 2050 la barriera corallina potrebbe sparire definitivamente.

Nonostante i risultati dello studio riportino cifre decisamente allarmanti, il WWF ha dichiarato che i problemi che minacciano la vita negli oceani sono ancora ampiamente risolvibili ed esistono soluzioni per invertire la tendenza.

Per il WWF, saranno fondamentali le decisioni prese alla conferenza dell’Onu sul clima, che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre 2015. Solo con un’azione decisa e coordinata dalle Nazioni Unite sarà possibile limitare i danni che subisce l’ambiente marittimo.

Un precedente studio del WWF aveva valutato economicamente il patrimonio degli oceani con una cifra pari a 24mila miliardi di dollari. Se l’oceano fosse uno stato, rappresenterebbe la settima potenza economica mondiale.

(In basso, un’immagine del WWF che ritrae la riduzione delle forme di vita marine degli ultimi 40 anni)

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