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Tutto il fascino dei Parachicos messicani

Un fotografo messicano ha documentato una delle feste più folkloristiche del Paese, dove centinaia di persone ballano indossando suggestivi copricapi

Immagine di copertina

Nella cittadina messicana di Chiapa de Corzo, nel sud Paese, ogni anno si svolge la cosiddetta Grande festa dei Parachicos, in cui centinaia di persone indossano costumi folkloristici e copricapi stravaganti, ballando senza freni per le strade del centro urbano.

La tradizione che ha ispirato questi travestimenti risale al periodo della colonizzazione spagnola in Messico, iniziata nel Cinquecento e proseguita fino agli inizi dell’Ottocento. Secondo la tradizione, una ricca donna spagnola nota come María de Angula, che attraversava il Paese in cerca di una cura che potesse guarire il figlio malato, durante il suo viaggio approdò a Chiapa de Corzo, dove uno sciamano locale, chiamato Namandiyuguá, riuscì a guarire il bambino. Nel frattempo alcuni locali si erano travestiti da spagnoli indossando maschere e incominciando a ballare per tranquillizzare il piccolo durante la cura.

Lo stesso termine con cui si definisce la festività, Parachicos, deriva dall’espressione “para el chico”, che significa per l’appunto “per il bambino”. La prima edizione della manifestazione si è tenuta nel 1711 e nel 2010 è stata dichiarata dall’Unesco patrimonio culturale immateriale dell’umanità, facendo registrare un aumento dei turisti che accorrono per ammirarla. 

Tuttavia, questo non ha motivato le nuove generazioni della città a partecipare all’evento, che ogni anno gode della presenza di sempre meno ballerini Parachicos, anche a causa del periodo di caldo torrido che accompagna la manifestazione, in cui la temperatura esterna spesso supera i 35 gradi.

La festa si svolge dal quattro al 23 gennaio e nel suo complesso è destinata, tra le altre cose, a rendere grazie per tutto quello che le persone hanno ricevuto nel corso dell’anno passato. La manifestazione celebra anche il sollievo derivante dalla mancanza di cibo – condizione particolarmente presente nel corso della colonizzazione spagnola. Per questo i ballerini durante le danze offrono qualcosa da mangiare e piccoli doni al pubblico.

Ad accompagnare i Parachicos vi sono altre figure danzanti, chiamate “chuntas“, ovvero uomini vestiti da donne che rappresentano i servi di María de Angula – il termine “chunta” significa per l’appunto “serva”. 

Il fotografo messicano Claudio Orozco Quirarte, ha documentato i momenti più suggestivi della Grande festa dei Parachicos infiltrandosi tra la folla nei momenti di danza sfrenata e catturando le bizzarre maschere indossate dalle persone.

Il fotoreportage è stato finanziato dalla piattaforma di fotografia Vsco e fa parte del progetto Artist Initiative, che promuove i lavori di numerosi fotografi.