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Cosa è successo il 16 settembre nel mondo
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Cosa è successo il 16 settembre nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

16 Set. 2015

Immigrazione: la polizia ungherese ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti sui richiedenti asilo bloccati al confine con la Serbia. Secondo le forze dell’ordine ungheresi, “la folla dal lato serbo del confine era diventata aggressiva. Stavano lanciando pietre, bottiglie e bastoni ai poliziotti oltre la barriera, nel tentativo di varcare la frontiera”. Le tensioni sono molto alte da quando è entrata in vigore la dura nuova legge anti-immigrazione in Ungheria, che prevede l’arresto di chiunque entri illegalmente nel Paese. Dovendo cercare altre vie per raggiungere l’Europa centrale, i migranti hanno cominciato a dirigersi verso il confine serbo-croato. La Croazia, che non aderisce al trattato di Schengen, si è dichiarata disposta ad accogliere i rifugiati respinti da Budapest e a lasciar passare chi non abbia voglia di trattenersi. Soltanto nella giornata di oggi, sono entrate 300 persone nel Paese. Austria, Slovacchia, Paesi Bassi e Germania stanno ancora effettuando i controlli alle frontiere. Secondo l’agenzia Frontex, più di mezzo milione di migranti ha raggiunto le coste europee nel 2015.

– Burkina Faso: i soldati della guardia presidenziale (Rsp) hanno interrotto una riunione di gabinetto e trattenuto i ministri presenti, tra cui il premier Yacouba Isaac Zida e il presidente del governo di transizione Michel Kafando. A un mese dalle presidenziali in Burkina Faso, i ministri si erano riuniti per organizzare il processo elettorale che speravano potesse portare a un rafforzamento della neonata democrazia nel Paese, che ha visto governare l’ex presidente Blaise Compaoré per 27 anni. Per il momento, i militari dell’Rsp non hanno avanzato alcuna richiesta, ma si sospetta che sia in corso un colpo di stato. 

– Sri Lanka: le Nazioni Unite hanno chiesto la creazione di un tribunale speciale che si occupi delle violazioni commesse durante il conflitto iniziato nel 1983 e terminato nel 2009 in Sri Lanka. Secondo l’Onu, sia le forze governative che i ribelli Tamil si sarebbero macchiati di crimini di guerra e contro l’umanità. Entrambe le parti in causa sarebbero responsabili di bombardamenti indiscriminati, esecuzioni extragiudiziarie, sparizioni forzate, tortura e violenza sessuale, oltre che del reclutamento di bambini. Le Nazioni Unite chiedono che il tribunale che verrà formato sia un ibrido composto da giudici, avvocati e membri internazionali, che garantiscano la corretta esecuzione delle procedure giudiziarie. 

– Siria: la Francia è prossima a cominciare i bombardameni contro lo Stato Islamico in Siria, secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian. Le Drian sostiene che i raid cominceranno già nelle prossime settimane, non appena saranno individuati dei “bersagli ben identificati”.
Il governo sostiene inoltre che gli attacchi sono da intendersi come espressione del legittimo diritto all’autodifesa della Francia, che ritiene che l’Isis costituisca una minaccia diretta per il Paese. 

– Afghanistan: dopo settimane di indecisione, si è risolta la disputa interna tra i talebani, che avrebbero scelto il Mullah Akhtar Mansour come successore del Mullah Omar, l’ex leader dei talebani la cui morte è stata confermata lo scorso luglio. I familiari di Omar, inizialmente contrari alla nomina di Mansour, avrebbero giurato fedeltà al nuovo leader martedì, ripristinando l’ordine all’interno del gruppo estremista. 

– Venezuela: il presidente Nicolás Maduro ha esteso lo stato di emergenza ad altre 10 città vicino al confine con la Colombia, di cui tre si trovano nello stato di Apure e 7 in quello di Zulia. Queste città si aggiungono alle 13 in cui era già in vigore. Le tensioni tra i due Paesi sono aumentate lo scorso mese con la decisione del governo venezuelano di deportare i colombiani presenti illegalmente nel territorio e accusati di danneggiare l’economia locale con il contrabbando, il traffico di esseri umani e quello di stupefacenti. 

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