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In Palestina non c’è solo guerra

Un progetto fotografico esplora il lato spensierato dei palestinesi che le tensioni politiche in corso non sono riuscite a soffocare

Immagine di copertina

 Il progetto Occupied Pleasures – che si potrebbe tradurre in “Piaceri da occupazione” – racconta tutte quelle persone il cui amore per la vita, la perseveranza e l’acuto senso dell’umorismo gli permettono di sopravvivere alle umiliazioni quotidiane derivanti da occupazione straniera che prosegue da oltre 40 anni.

È questo il caso della Palestina, che in genere è ritratta dai media internazionali come un luogo dove le scene di guerra e la desolazione regnano sovrane.

La vita in questi luoghi, al contrario, non è fatta soltanto di disperazione, e la fotografa Tanya Habjouqa, nata in Giordania ma cresciuta negli Stati Uniti, con il suo progetto Occupied Pleasures ha voluto immortalare proprio questo lato più intimo del popolo palestinese, mostrando la spensieratezza che le tensioni politiche non sono riuscite a soffocare.

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