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Comprare un diploma di laurea a Oxford per cinque euro

Nelle capitale delle Filippine la rete di falsari di documenti si è così sviluppata che chiunque può acquistare, per pochi euro, i certificati che più desidera

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A Recto, un quartiere di Manila, la capitale delle Filippine – che conta più di 12 milioni di abitanti – ognuno può diventare ciò che ha sempre voluto essere e ottenere quel che desidera.

Che sia una laurea alla prestigiosa università britannica di Oxford, un certificato da pilota dell’esercito americano, un premio Pulitzer – la maggiore onorificenza del giornalismo – o un passaporto straniero, qui tutto si può acquistare con una manciata di euro.

Recto, un quartiere tetro ma al tempo stesso moderno, si è sviluppato a partire dagli anni Sessanta grazie alla presenza della vicina università, periodo in cui il quartiere iniziò anche a popolarsi di piccole botteghe in cui venivano vendute illegalmente, tra le altre cose, pagelle e tesine false.

Con il passare degli anni questi piccoli negozi iniziarono ad aumentare esponenzialmente e a diversificare le tipologie dei propri prodotti contraffatti: dai documenti universitari contraffatti lo spettro d’azione dei falsari è diventato sempre più ampio, fino a comprendere diplomi, licenze, passaporti, assegni, contratti di vendita, premi, documenti bancari e carte d’identità nazionali e straniere.

Oggi Recto è un gomitolo di vie piccole e strette, in cui le botteghe dei falsari si mischiano con i negozi di dischi pirata e quelli di giocattoli. Per vendere documenti falsi è sufficiente un tavolino, uno sgabello e un’insegna che riporti la scritta “prodotti contraffatti”.

Una volta ordinato il documento, il venditore contatta i “produttori” per concordare il prezzo finale dell’acquisto. I falsi non vengono prodotti sul luogo, ma in locali segreti e lontani dalle insegne per sfuggire ai controlli della polizia. Queste “tipografie” di fatto rappresentano dei veri e propri studi di graphic design:

Al proprio interno lavora un team di stampatori, disegnatori e grafici che inizialmente ricercano su internet il documento richiesto, per poi riprodurlo in maniera perfetta. In poche ore un fattorino riconsegna quindi il prodotto finito e pronto per essere spacciato per vero.

In un Paese come le Filippine, in cui il reddito medio della popolazione è di circa 2.800 euro all’anno, l’acquisto di documenti falsi corrisponde a un notevole risparmio di tempo e denaro.

Ad esempio, un certificato di annullamento del matrimonio – nelle Filippine è illegale il divorzio – se fatto secondo le procedure ufficiale può costare quasi cinquemila euro, mentre a Recto la cifra è di poco più di quattro euro.

Inoltre anche per i tassisti o per chiunque lavori guidando un veicolo è consuetudine fare una o più copie della patente, nel caso in cui la polizia decidesse di confiscarla durante un controllo – una pratica, questa, affatto inusuale nelle Filippine. 

Resta il fatto che il sindaco della città ha annunciato un massiccio inasprimento dei controlli, in quanto questo ampio commercio di documenti falsi, oltre a costituire una perdita economica per le casse dello Stato, danneggia drasticamente la reputazione della capitale.