Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Dalla Siria al Circolo Polare Artico per scappare dalla guerra

Dai 40 gradi di Damasco ai -5 della città norvegese di Kirkenes - il lunghissimo viaggio dei rifugiati siriani

Immagine di copertina

Dalla Siria alla Norvegia, attraversando la Russia e passando per il Circolo Polare Artico. È questa la strada che nel 2015 è stata scelta da almeno 133 richiedenti asilo, di cui la maggior parte siriani in fuga dalla guerra.

Thomas Pettersen, il sovrintendente del commissariato della città di Kirkenes – nell’estremo nord della Norvegia – ha raccontato al The Guardian che da circa sei mesi è iniziato un modesto flusso di migranti siriani – tra le 5 e le 20 persone al mese – che vengono in macchina dalla Russia per chiedere asilo politico. Qualcuno avrebbe anche tentato il viaggio in bicicletta. 

Dopo il controllo alla dogana, i migranti vengono imbarcati su uno dei due voli che quotidianamente collegano Kirkenes alla capitale Oslo, dove possono presentare la domanda d’asilo.

Il viaggio è lunghissimo: per molti comincia in Siria, a 4mila chilometri di distanza. Poi si passa per la Turchia o l’Iraq, per raggiungere infine la Russia, attraversando i monti del Caucaso o approdando sulle coste del mar Nero. Da lì, il tragitto continua per migliaia di chilometri fino alla città di Murmansk, nel nordovest del Paese, e poi verso il piccolo lembo di terra che collega quest’estremità della Russia alla Norvegia – in un territorio situato ben oltre il Circolo Polare Artico.

Il viaggio, che può durare anche settimane, sottopone i migranti ad un cambio di temperatura decisamente drastico: dai 40 gradi del deserto siriano alla tundra norvegese, dove le temperature medie estive oscillano tra gli 0 e i 10 gradi.