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Lesbica non è un insulto
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Lesbica non è un insulto

Un progetto fotografico per comunicare i pregiudizi sull'omosessualità femminile

03 Set. 2015

Lesbica non è un insulto è un progetto fotografico ideato nel 2013 da Martina Marongiu con la collaborazione di altre quattro ragazze di Torino: Fabiana Lassandro, Dunja Lavecchia, Morena Terranova e Letizia Salerno.

Il progetto nasce con l’idea di dare visibilità all’omosessualità femminile partendo dai pregiudizi più diffusi sull’argomento e dimostrando la loro falsità attraverso la fotografia. Frasi dirette, esplicite e a volte provocatorie, sono scritte direttamente sui corpi nudi delle modelle.

“Il corpo gioca un ruolo essenziale nella scoperta della propria omosessualità e per questo è stato utilizzato nelle foto per comunicare al pubblico i concetti esplicati dalle scritte nere”, sostiene Martina.

In Italia l’omosessualità femminile viene spesso ignorata sia a livello pubblico che individuale. Il gruppo di lavoro si è quindi posto l’obiettivo di attirare l’attenzione sull’argomento con immagini dal forte impatto visivo, unite a messaggi volti a sfatare i molti pregiudizi ancora ampiamente diffusi sulle lesbiche.

“Abbiamo riflettuto su quali siano le idee preconfezionate che appartengono non solo a persone dichiaratamente omofobe, ma soprattutto al senso comune. Tra queste: le lesbiche hanno tendenzialmente atteggiamenti mascolini, capelli corti e non sono belle; anche avessero rapporti sessuali tra di loro, di certo nulla potrebbe soddisfarle di più rispetto alla penetrazione maschile; in un rapporto di coppia tra due donne c’è sempre chi fa l’uomo e chi fa la donna; le lesbiche odiano gli uomini; ora sei attratta dalle donne ma magari è solo una fase; vivi la tua omosessualità privatamente senza ostentarlo pubblicamente,” raccontano le ragazze del progetto.

“Abbiamo, inoltre, cercato di ripetere più volte la parola lesbica – un termine molto controverso nel nostro paese, spesso discriminato dalle lesbiche stesse pur essendo l’unico esistente per rappresentare una donna omosessuale – con l’ulteriore obiettivo di rivalutarla e portarla nell’uso comune. In Italia lesbica a volte è un insulto e a volte non lo è, ma in entrambi i casi è una parola che non si dice mai”.

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