Me

Tutto l’oro e il rame estratti dalle miniere del Sudafrica, illustrati

Il settore minerario ha influenzato la storia e l'economia del Paese in maniera radicale. Un fotografo sudafricano lo ha voluto raccontare attraverso queste immagini

Immagine di copertina

I progetti del fotografo sudafricano Dillon Marsh sono strettamente legati ai temi ambientali, e in particolare vertono sul rapporto tra l’umanità e il mondo che la ospita.

Il settore minerario “ha influenzato la storia e l’economia del Sudafrica in maniera radicale,” sostiene Marsh, che nella raccolta For What It’s Worth ha voluto mettere in luce la quantità di oro e rame effettivamente estratta in diverse parti del Paese. L’artista ha creato dei fotomontaggi manipolando digitalmente le fotografie dei luoghi in cui si trovano le miniere. 

Le immagini relative all’estrazione del rame fanno riferimento alle aree che circondano la cittadina di Springbok, nella parte occidentale del Sudafrica. Qui è nata la prima miniera del Paese, nel 1852, e successivamente altri giacimenti di rame sono stati scoperti nelle zone limitrofe. Nel 2007, tuttavia, le risorse della maggior parte di queste miniere si sono esaurite, lasciando un futuro incerto alle comunità che si erano sviluppate intorno ad esse unicamente per uno scopo lavorativo.

La serie dedicata all’oro si concentra invece sul bacino collinare del Witwatersrand, nella parte settentrionale del Sudafrica, che ospita le maggiori riserve auree esistenti al mondo. Fin dalla sua scoperta nel 1886, almeno sette giacimenti minerari sono stati scavati lungo tutta la sua superficie.

“Le miniere sono delle cicatrici paesaggistiche, realizzate di fatto per estrarre materiale dalla Terra e tradurlo in valore commerciale,” afferma Marsh. “L’obiettivo del mio progetto è quello di esplicitare i meriti e le carenze di questo settore nel Paese, che altro non è che una combinazione di sacrificio ambientale e di guadagno monetario”.