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Cosa è successo il 27 agosto nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

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Yemen: le truppe dell’Arabia Saudita per la prima volta sono entrate nel nord dello Yemen, nella provincia di Jizan. Nel marzo del 2015 la coalizione araba a guida saudita ha intrapreso una campagna militare contro i ribelli sciiti houthi, ma finora si era limitata a raid aerei. I comandanti dell’esercito saudita hanno dichiarato che si tratta di incursioni temporanee e non di un vero e proprio intervento militare via terra. Almeno 4.300 persone sono state uccise nel conflitto in Yemen, secondo le Nazioni Unite, e almeno 50 persone sono morte in Arabia Saudita a causa degli attacchi dei ribelli houthi.

– Iraq: un’autobomba ha ucciso due comandanti dell’esercito iracheno e altre tre persone nella città di Ramadi, nella regione centrale dell’Iraq, a circa cento chilometri dalla capitale Baghdad. L’attentato è stato rivendicato dall’Isis, che controlla Ramadi. Almeno dieci persone sono rimaste ferite.

Grecia: Vassiliki Thanou, presidente della Corte suprema, è stata nominata primo ministro ad interim, diventando la prima premier donna nella storia del Paese. Il 20 agosto l’ex premier Alexis Tsipras ha presentato le dimissioni e le nuove elezioni sono previste per il 20 settembre. Qui il punto su cosa sta succedendo in Grecia.

– Malesia: il governo malese ha dichiarato che bloccherà i siti web che diffondono informazioni su una protesta anti-governativa, prevista per questo fine settimana, con cui i manifestanti vogliono chiedere le dimissioni del primo ministro Najib Razak. Il premier è stato accusato di corruzione nella gestione della Malaysia Development Berhad (1MDB), un fondo di investimenti statali che ha debiti per il valore di quasi 10 miliardi di euro. Secondo le accuse, il presidente avrebbe trasferito oltre 630 milioni di euro dalle casse di 1MDB al suo conto bancario personale. 

Hong Kong: tre studenti di Hong Kong, che nel 2014 avevano guidato le proteste anti-governative note con il nome di rivoluzione dell’ombrello, sono stati accusati di aver scavalcato una recinzione per infiltrarsi all’interno di edifici governativi. Il leader del movimento rischia fino a cinque anni di carcere. Le manifestazioni erano iniziate il 28 agosto del 2014, quando migliaia di studenti erano scesi in piazza a Hong Kong per protestare contro la decisione da parte della Cina di non concedere libere elezioni nel 2017.

Germania: Facebook ha accettato l’invito del ministro della Giustizia tedesco di controllare e cancellare i contenuti razzisti e xenofobi pubblicati sulle sue pagine, in seguito a numerose lamentele da parte degli utenti. Un portavoce della società di Zuckerberg ha dichiarato che “Facebook non da spazio al razzismo”.

– Cina: le forze di sicurezza cinesi hanno arrestato diversi attivisti cristiani che si sono opposti all’ordine del partito comunista di rimuovere le croci dalle chiese. Fra le persone arrestate c’è anche Zhang Kai, un avvocato di Pechino specializzato in diritti umani che stava offrendo supporto legale a diversi preti. Finora nel Paese sono state rimosse 1.200 croci e diverse chiese sono state completamente distrutte.

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