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L’attacco contro un convoglio della Nato in Afghanistan

Due uomini armati che indossavano l'uniforme militare afgana hanno aperto il fuoco su un veicolo in cui si trovavano alcuni soldati della Nato, uccidendone almeno due

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Il 26 agosto due uomini armati che indossavano l’uniforme militare afghana hanno aperto il fuoco contro un veicolo a bordo del quale si trovavano alcuni soldati della Nato, uccidendone almeno due. L’attacco è avvenuto in una base militare nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan.

I soldati della Nato hanno risposto all’attacco colpendo gli attentatori, che sono rimasti uccisi. La nazionalità delle vittime non è stata ancora precisata e finora nessun gruppo armato ha rivendicato l’attentato.

Dal 2007 si sono verificati decine di attacchi da parte del personale di sicurezza afghano nei confronti degli alleati occidentali e oltre oltre cento soldati della missione Nato avrebbero perso la vita, secondo quanto la riporta la Bbc.

Nonostante il tasso di questi incidenti sia diminuito negli ultimi anni, le truppe occidentali hanno dovuto adottare misure di sicurezza per proteggersi dagli attacchi noti come green-on-blue (verde su blu), in riferimento ai colori rappresentativi degli schieramenti afghani e della Nato.

Gli attentati in genere sono effettuati da uno o più individui che agirebbero di propria iniziativa, e solitamente vengono attribuiti a militanti taliban infiltrati nelle forze armate afghane.

Uno dei più gravi attacchi alle truppe statunitensi è avvenuto lo scorso agosto, quando un generale americano, Harold Greene, è stato ucciso da un soldato afghano in un’accademia militare nei pressi di Kabul, la capitale del Paese.

La Nato ha concluso la sua missione militare in Afghanistan nel dicembre 2014, ritirando dal Paese molte delle sue truppe, ma almeno 13mila soldati sono ancora presenti sul territorio afghano.

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