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Quello che dovete sapere per questa giornata

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Sierra Leone: è stato rilasciato l’ultimo paziente malato di Ebola, secondo quanto ha dichiarato l’Organizzazione mondiale della sanità. Il 24 agosto Adama Sankoh, una donna di 35 anni, è stata dimessa da un centro medico nel distretto di Bombali, nel nord della Sierra Leone. Dal maggio del 2014 l’epidemia ha causato la morte di circa 4.000 persone, ma nelle ultime due settimane non si sono registrati nuovi casi di infezione.

– Colombia: il governo colombiano ha accusato il Venezuela di aver causato una tragedia umanitaria, in seguito alla decisione del presidente Nicolas Maduro di chiudere la frontiera ed espellere dal Paese oltre mille colombiani, accusati di non avere i documenti in regola. Il passaggio tra i due Paesi è stato bloccato in seguito a un attacco di tre contrabbandieri colombiani, che hanno ucciso tre soldati e un civile venezuelano. 

– Cina: i mercati cinesi continuano a registrare forti perdite. Il 24 agosto è stato la peggiore giornata per la borsa di Shanghai dal 2007. La paura della crisi economica in Cina – la seconda economia più grande al mondo – ha avuto forti ripercussioni anche sui mercati europei, che hanno chiuso con forti perdite.

– Maldive: l’ex presidente Mohamed Nasheed è tornato in prigione, dopo due mesi agli arresti domiciliari per motivi di salute. Nasheed – primo presidente a essere stato eletto democraticamente nelle Maldive, nel 2008 – era stato condannato a 13 anni di carcere lo scorso marzo, dopo essere stato accusato di aver ordinato l’arresto ingiustificato di un giudice.

– Guatemala: è iniziato il processo contro l’ex vice-presidente Roxana Baldetti, accusata di aver intascato milioni di euro, in un grave scandalo di corruzione che ha coinvolto le più alte cariche del governo e che ha portato alle dimissioni di otto ministri. Il presidente Otto Perez Molina – contro cui finora non sono state presentate accuse formali – si è scusato pubblicamente, ma ha dichiarato di non volersi dimettere. 

– Yemen: almeno 14 civili sono stati uccisi da alcuni razzi lanciati da ribelli sciiti houthi, nella città di Taiz, nel sudest del Paese. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che dal marzo 2015 ha lanciato un’offensiva contro i ribelli houthi, ha continuato a bombardare le postazioni militari nemiche. Lo scorso 21 agosto nei raid governativi a Taiz sono morte 65 persone, la maggior parte civili. 

– Burundi: le forze armate del Paese avrebbero torturato gli oppositori del presidente Pierre Nkurunziza, dopo averli imprigionati senza un mandato d’arresto, secondo quanto denuncia un report dell’ong Amnesty International. Dall’aprile del 2015 in Burundi si sono verificati violenti scontri, in seguito alla decisione del presidente Nkurunziza di candidarsi per la terza volta, nonostante la costituzione imponesse un limite di due mandati. Il 21 luglio Nkurunziza è stato rieletto, ma l’opposizione ha boicottato il voto e contestato il risultato delle elezioni.

– Libano: Almeno tre persone sono state uccise nel più grande campo profughi palestinese a Sidon, nel sud del Libano, durante gli scontri tra due gruppi armati rivali. Il gruppo jihadista libanese Jund al-Sham e i membri del movimento di liberazione palestinese Fatah si sono scontrati diverse volte negli ultimi mesi.

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