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Le bambine iraniane sfregiate dagli incendi nelle scuole

Il fenomeno dei roghi all'interno delle scuole è diffuso in Iran e il fotografo Heidari ha voluto raccontare le storie delle vittime di questo dramma

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Nel dicembre del 2012 in una scuola elementare femminile nel villaggio di Shinabad, nel nordovest dell’Iran, scoppiò un incendio a causa del sistema di riscaldamento difettoso, provocando la morte di due bambine e ferendo gravemente almeno 25 persone.

Quando la stufa a olio utilizzata per riscaldare l’aula prese fuoco, l’insegnante cercò di calmare le sue alunne, dicendo loro di rimanere in classe mentre lei andava a chiedere aiuto a un altro professore della scuola. Quando l’impianto esplose, le bambine erano ancora intrappolate nell’aula.

Le fiamme che si alzavano dall’istituto erano così alte che le si poteva vedere da molto lontano. Ma i vigili del fuoco raggiunsero la scuola solo mezz’ora dopo lo scoppio dell’incendio, quando per le alunne intrappolate all’interno era ormai troppo tardi.

Il fenomeno dei roghi all’interno degli istituti scolastici non è raro nel Paese: tra il 2005 e il 2014, sono scoppiati sette grandi incendi – e altri 20 di minore portata – che hanno sfigurato a vita almeno 67 alunni e provocato numerose vittime. 

Nel 2012 il ministro dell’istruzione iraniano, Ali Asghar, ha imposto l’obbligo di controllare periodicamente i sistemi di riscaldamento per prevenire lo scoppio di roghi nelle scuole, ma generalmente il personale scolastico non è tecnicamente preparato ad affrontare questo tipo di eventi.

Secondo il National Center for Biotechnology Information, istituto statunitense che pubblica studi accademici su sanità e biotecnologia, circa il 30 per cento delle aule scolastiche iraniane utilizza stufe a olio per il riscaldamento durante la stagione invernale, e gran parte dei roghi sarebbe causato dal loro cattivo funzionamento. Inoltre i reparti dei vigili del fuoco non sono operativi nel 90 per cento delle aree rurali del Paese.

L’Iran ha una popolazione di oltre 70 milioni di persone, tra cui un numero di studenti che supera i tre milioni, mentre gli insegnanti sarebbero almeno 150mila.

I bambini sopravvissuti agli incendi nelle scuole in genere soffrono di depressione e di solitudine a causa delle numerose ustioni che sfregiano il loro corpo, e gli apparati sanitari non riescono a fornire un adeguato sostegno psicologico alle vittime dei roghi scolastici.

Il fotografo iraniano Abdollah Heidari ha raccontato nel suo progetto Lost Intimacy le storie delle bambine di Shinabad, che per il resto della loro vita faticano ad accettare il proprio corpo e a essere accettate, e giorno dopo giorno devono imparare a convivere con le proprie ferite.