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Siria: l’Isis ha distrutto l’antico tempio di Baalshamin nel sito archeologico di Palmyra, patrimonio dell’umanità dell’Unesco che si trova nella Siria centrale. Il tempio risaliva a 2.000 anni fa. Il direttore dell’antiquariato e dei musei in Siria, Maamoin Abdelkarim, ha riferito all’agenzia giornalistica Afp che l’opera sarebbe stata distrutta il 23 agosto, mentre secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani l’Isis avrebbe attaccato il tempio già dallo scorso luglio.

– Cina: i mercati sono crollati drasticamente e hanno registrato un calo dell’8,4 per cento, in quello che è stato definito il lunedì nero delle borse cinesi. Il governo ha cercato di rassicurare gli investitori promettendo nuova liquidità per le banche e ha deciso di far investire nel mercato azionario anche il Fondo pensionistico statale, che potrà fare investimenti pari al 30 per cento dei suoi beni. Sono stati registrati forti cali anche nella borsa di Hong Kong e di Tokyo.

– Italia: tra il 22 e il 23 agosto nel Mediterraneo sono stati tratti in salvo oltre 4.400 migranti. Viaggiavano su 22 imbarcazioni e sono stati recuperati a circa 40 chilometri dalle coste libiche. Si tratta della più grande operazione di salvataggio mai eseguita, a cui hanno partecipato la Marina militare italiana, la Guardia costiera, l’ong Medici senza frontiere e diverse navi impegnate nella missione europea Triton. 

– Libano: un manifestante è stato ucciso durante una protesta anti-corruzione a Beirut. Decine di persone sono state ferite negli scontri tra la polizia e i manifestanti, scesi in piazza il 23 e il 24 agosto per protestare contro il governo e l’amministrazione locale, accusata di non riuscire a smaltire adeguatamente i rifiuti nella capitale libanese. Secondo quanto riporta Al-Jazeera, circa 200 giovani – alcuni col volto coperto – avrebbero lanciato pietre e bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto sparando lacrimogeni, cannoni ad acqua e pallottole di gomma. Il primo ministro Tammam Salam ha minacciato di presentare le dimissioni.  

– Macedonia: oltre 6.000 migranti hanno attraversato il confine tra Serbia e Macedonia, e da qui potranno raggiungere l’Ungheria e gli altri Paesi europei. Il 20 agosto la Macedonia ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha ordinato alla polizia di bloccare gli accessi, ma il 23 agosto la frontiera è stata riaperta. Il governo ungherese ha dichiarato di non voler accettare ulteriori ingressi e sta preparando una barriera al confine con la Serbia per chiudere il passaggio.

– Corea del Sud: il presidente sudcoreano Park Geun-hye ha detto che la propaganda al confine con la Corea del Nord non verrà interrotta. Lo scorso 21 agosto la Corea del Sud ha ricevuto un ultimatum di 48 ore: il leader nordcoreano ha minacciato di essere pronto ad attaccare Seul se non si fossero interrotte le trasmissioni di messaggi propagandistici al confine. La Corea del Sud ha detto che gli altoparlanti saranno spenti solo quando il governo di Pyongyang presenterà le scuse ufficiali per le mine antiuomo piazzate al confine. Agli inizi di agosto, l’esplosione di un ordigno nordcoreano ha ferito due soldati sudcoreani.

– Guatemala: il presidente guatemalteco Otto Perez Molina, in un appello televisivo alla nazione, ha dichiarato di non volersi dimettere, nonostante sia stato accusato di essere coinvolto in un grave scandalo di corruzione. Otto membri del suo governo si sono dimessi e l’ex vicepresidente del Guatemala è stato arrestato lo scorso luglio. Il 23 agosto anche il ministro dell’Agricoltura e quello della Salute hanno presentato le dimissioni. 

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