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Un giornalista è stato ucciso in Sudan del Sud

Peter Julius Moi, giornalista sudsudanese, il 19 agosto è stato ucciso a colpi di pistola. Il Sudan del Sud è uno dei Paesi con meno libertà di stampa al mondo

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Il giornalista sudsudanese Peter Julius Moi è stato ucciso a colpi di pistola mercoledì 19 agosto nella periferia di Juba, la capitale del Paese. Gli assassini di Moi, che lavorava per il giornale locale The New Nation, non sono ancora stati identificati.

Nel 2015 in Sudan del Sud sono già stati uccisi sette giornalisti. Il 16 agosto il presidente del Paese, Salva Kiir, di ritorno da un viaggio in Etiopia, ha detto che “la libertà di stampa non significa lavorare contro il proprio Paese” e ha minacciato di morte i giornalisti che non seguono la linea del regime.

Le condizioni della libertà di stampa nel Paese sono peggiorate dal dicembre del 2013, quando è scoppiata una guerra civile tra le forze governative fedeli al presidente Kiir e i ribelli guidati dall’ex vicepresidente Riek Machar.

Secondo i giornalisti sudsudanesi, il presidente Kiir con il suo commento ha voluto ammonire i reporter che lo hanno criticato per il mancato accordo di pace con i ribelli. Nonostante le negoziazioni in corso ad Addis Ababa, in Etiopia, finora il governo sudsudanese non ha accettato di firmare la tregua con Machar. 

Il Sudan del Sud ricopre la centoventicinquesima posizione su 180 nella classifica sulla libertà di stampa nel mondo stilata dall’ong Reporters Without Borders. All’inizio di agosto le autorità hanno chiuso diversi giornali, tra cui il quotidiano arabo Al-Rai, quello inglese Citizen e la testata indipendente Free Voice South Sudan.