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Thailandia: il tempio di Erawan a Bangkok, colpito da una bomba lo scorso 17 agosto, ha riaperto al pubblico. Le autorità thailandesi stanno cercando di individuare il presunto responsabile, ripreso in un filmato delle telecamere di sicurezza. Almeno 22 persone sono morte nell’attentato e centinaia sono rimaste ferite.

Siria: Khaled Asaad, l’archeologo responsabile del sito archeologico di Palmyra, è stato decapitato dall’Isis, secondo quanto riporta la Bbc. Asaad era stato preso in ostaggio lo scorso maggio, quando i militanti dell’Isis avevano conquistato l’antica città siriana di Palmyra, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’archeologo aveva 82 anni e lavorava a Palmyra da oltre 50 anni.

– Nigeria: circa 60 persone potrebbero essere state uccise da Boko Haram, nel villaggio di Kukuwa-Gari, nello stato di Yobe, nel nordest della Nigeria. Il raid sarebbe avvenuto lo scorso 13 agosto, secondo quanto riporta la Bbc, ma i dettagli sull’attacco sarebbero emersi solamente ora. Alcune vittime sono morte affogando nel fiume, mentre cercavano di fuggire dai miliziani di Boko Haram.

– Turchia: il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha ufficialmente dichiarato di non poter formare un nuovo governo, dopo il fallimento delle trattative con i possibili partiti con cui aveva cercato di formare una coalizione. Lo scorso 7 giugno il Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp) del presidente Recep Tayyip Erdoğan ha vinto le elezioni, ma ha perso la maggioranza assoluta. Il mancato accordo potrebbe portare a elezioni anticipate e una crisi governativa.

– Cina: la polizia cinese ha arrestato circa 15mila persone sospettate di crimini informatici, tra cui hacking, frodi online e vendita illegale di dati personali. A luglio le autorità hanno lanciato un’operazione per “pulire Internet”, che secondo diverse ong e associazioni per i diritti umani è stata usata come pretesto per incarcerare dissidenti politici e attivisti. 

– Grecia: il parlamento tedesco oggi voterà il nuovo piano di salvataggio per la Grecia, che prevede un prestito da 86 miliardi in cambio di misure d’austerity e un programma di privatizzazioni. La maggioranza dei parlamentari tedeschi dovrebbe votare a favore del piano, ma alcuni membri del partito della cancelliera Angela Merkel potrebbero opporsi alla loro leader. La bozza del piano, proposta dai creditori europei, era stata votata a luglio e nel parlamento tedesco 65 politici avevano votato contro. L’accordo è stato finalizzato lo scorso 11 agosto dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale. 

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