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Thailandia: il primo ministro thailandese Prayuth Chan-ocha ha definito l’esplosione di una bomba nel centro di Bangkok il peggior attacco mai subito dal Paese. L’ordigno è esploso il 17 agosto alle 7.10 di sera, ora locale, di fronte al noto santuario induista di Erawan. Le vittime sono almeno 22 e decine di persone sono rimaste ferite. La polizia sta analizzando un video che potrebbe permettere di identificare il responsabile dell’attacco. Il ministro della Difesa thailandese ha detto che le autorità stanno investigando una stretta cerchia di sospetti.

– Indonesia: sono stati recuperati i corpi delle 54 vittime dell’incidente aereo avvenuto la mattina del 16 agosto nella regione di Papua, nell’est dell’Indonesia. Secondo gli investigatori il volo della Trigana Air è probabilmente precipitato a causa del maltempo. A bordo si trovavano 44 passeggeri adulti, cinque bambini e cinque membri dell’equipaggio. L’aereo inoltre stava trasportando circa 480mila euro in contanti, che sarebbero dovuti essere distribuiti alle famiglie più povere di Papua.

– Brasile: la sera del 17 agosto centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere le dimissioni del presidente Dilma Rousseff. Circa 350mila persone hanno manifestato a San Paolo, altre 25mila nella capitale Brasilia. Rouseff è accusata di non essere intervenuta in maniera adeguata per lottare contro la corruzione e di aver fatto precipitare il Paese in una grave crisi economica. 

– Sudan del Sud: nonostante la scadenza di un ultimatum previsto per il 17 agosto, il presidente sudsudanese Salva Kiir si è rifiutato di firmare un accordo di pace con i ribelli guidati da Riek Machar, chiedendo un rinvio di 15 giorni. I mediatori internazionali, che avevano aperto il tavolo delle negoziazioni nella capitale etiope Addis Ababa, avevano minacciato Salva Kiir di essere pronti a imporre sanzioni al Sudan del Sud se non avesse firmato il patto. L’accordo avrebbe dovuto porre fine al conflitto civile sudsudanese, che dal dicembre del 2013 ha provocato decine di migliaia di vittime.

– Artico: il gigante petrolifero Shell ha ottenuto il permesso finale per iniziare le operazioni nell’Artico, già avviate in due pozzi di superficie al largo delle coste dell’Alaska. Secondo gli ambientalisti, le trivellazioni di Shell rischiano di danneggiare in maniera irreparabile l’ecosistema dell’oceano Artico. 

– Siria: ribelli siriani hanno respinto l’offensiva dell’Isis in una serie di villaggi al confine con la Turchia, nei pressi delle città di Azaz e Marea, nel nord della provincia di Aleppo. Aiutati dai raid della coalizione guidata dagli Stati Uniti, i ribelli hanno ripreso controllo di una fabbrica di gas usata come postazione militare dall’Isis. 

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