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Storie di fantasmi al confine tra Stati Uniti e Messico

Il reportage di Platon Antoniou racconta le storie delle persone che ogni anno tentano di passare il confine tra Stati Uniti e Messico, il più delle volte senza riuscirci

Immagine di copertina

Platon è il nome d’arte di Platon Antoniou, un fotografo nato a Londra di origine greca. Il suo fotoreportage, prodotto in collaborazione con Human Rights Watch e The People’s Portfolioun’associazione no-profit fondata dall’artista, racconta le storie delle persone che hanno tentato di passare il confine tra Stati Uniti e Messico.

Martha è fuggita in America vent’anni fa, dove si è sposata e ha ottenuto la cittadinanza statunitense. Lì ha cresciuto i suoi 3 figli. Nel 2012 è rientrata in Messico per dare il suo addio alla madre in fin di vita, ma quando sei mesi dopo ha provato a rientrare negli Stati Uniti è stata arrestata e rimpatriata, completamente sola e abbandonata a se stessa.


Formina Lopez Cash tiene fra le mani la fotografia di suo figlio Omar, di 13 anni. Nel luglio del 2010, il ragazzo aveva provato ad attraversare il confine fra Stati Uniti e Messico per riunirsi alla famiglia. Da allora Omar è scomparso. I suoi resti sono stati trovati tre anni dopo nel deserto dell’Arizona.

Alina, Lidia e Gisele lottano per i diritti delle donne immigrate che lavorano in nero come braccianti. Spesso sono anche state stuprate e minacciate, senza alcuna possibilità di proteggersi.

Queste sono solo alcune delle storie di chi è riuscito a superare il confine, ma ci sono anche tantissimi che non ce l’hanno fatta. Sono tutti John Doe, il nome che viene dato ai corpi senza identità trovati nel deserto.

Solamente nel 2013 sono stati ritrovati i corpi di 169 migranti nel deserto messicano, morti mentre cercavano di attraversare la frontiera e raggiungere gli Stati Uniti. Qui il reportage della giornalista italiana Guendalina Anzolin dal Messico.

Nel novembre del 2014, il presidente americano Barack Obama ha annunciato che avrebbe legalizzato 5 milioni di immigrati senza documenti regolari che vivono nel Paese illegalmente, concedendo anche permessi temporanei di lavoro, quasi la metà del numero complessivo presente negli Stati Uniti.