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Liberate 39 persone dopo 25 anni di prigionia in Perù

Un'operazione delle forze di sicurezza peruviane ha portato alla liberazione di 39 persone tenute prigioniere e sfruttate dal gruppo ribelle Sentiero Luminoso

Immagine di copertina

Il prigioniero più anziano era una donna di 70 anni, portata via da un convento di Puerto Ocopa, sulle Ande peruviane, circa 25 anni fa. Quello più giovane invece era un bambino di appena un anno, nato in prigionia.

Un’operazione congiunta dell’esercito e della polizia peruviana lo scorso 23 luglio ha portato alla liberazione di 39 persone, di cui 26 minori, tenuti prigionieri e sfruttati come forza lavoro dal gruppo ribelle Sentiero Luminoso (Sendero Luminoso in spagnolo).

Molti bambini erano figli di prigionieri del campo, alcuni nati in seguito a stupri. Altri invece erano stati sequestrati da villaggi vicini, indottrinati e addestrati per lavorare tra le fila del gruppo armato.

Il governo ha detto che l’operazione costituisce un’importante vittoria sul gruppo ribelle, di cui rimangono solo pochi nuclei ancora attivi. Dopo la liberazione, gli ex-ostaggi sono stati evacuati in elicottero. Un team di psicologi aiuterà i minori a reinserirsi nella società.

Sentiero Luminoso è un movimento di ispirazione maoista, fondato negli anni Settanta dal rivoluzionario Abimael Guzman.

All’apice del suo successo, negli anni Ottanta, Sentiero Luminoso controllava vaste regioni rurali in Perù e voleva instaurare uno stato marxista in tutto il Paese.

Gli scontri tra Sentiero Luminoso e il governo peruviano hanno causato la morte di oltre 70mila persone e le violenze sono diminuite soltanto a partire dal 1992, in seguito alla cattura del leader del movimento, Guzman.

L’operazione delle forze armate peruviane è stata condotta nella regione del Vraem, la Valle dei fiumi Apurimac, Ene e Mantaro, dove si produce la maggior parte della cocaina in Perù.

Nelle montagne di questa regione si trovano gli ultimi nuclei armati di Sentiero Luminoso, guidati dai fratelli Victor e Jorge Quispe Palomino, entrambi incriminati negli Stati Uniti per crimini relativi al traffico di droga.

Alcune delle persone liberate si erano ormai abituate a vivere con i ribelli e, secondo quanto ha riferito un portavoce dell’esercito peruviano, erano riluttanti nel lasciare il campo in cui erano tenuti come prigionieri.

Il viceministro della Difesa Iván Vega ha inoltre detto che la maggior parte degli adulti liberati è donna. I ribelli le sfruttavano per i lavori agricoli e avevano relazioni sessuali con loro, per poi addestrare i figli come futuri guerriglieri.

Qui sotto: il video della liberazione dei 39 prigionieri. Credit: The Guardian