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Il Myanmar libera quasi 7.000 prigionieri

Il governo birmano ha scarcerato miglia di detenuti, ma non è chiaro se tra questi ci siano anche prigionieri politici

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Il governo birmano ha concesso la grazia e liberato quasi settemila prigionieri, a pochi mesi dalle elezioni generali, che si terranno a novembre.

Tra i 6.966 detenuti liberati ci sono anche 210 stranieri, di cui 150 cinesi accusati di disboscamento e commercio illegale di legname che saranno deportati in Cina. Non è chiaro se siano stati scagionati anche prigionieri politici birmani.

Secondo quanto riporta The Wall Street Journal, sono stati liberati anche nove ex funzionari dell’intelligence militare. 

Il presidente birmano Thein Sein ha già concesso diverse amnistie in passato. Sein è al potere dal marzo del 2011 e – secondo quanto riferiscono fonti ufficiali vicine al governo – potrebbe candidarsi per una seconda volta. Nel novembre del 2010 in Myanmar si tennero le prime elezioni nazionali, dopo 20 anni d’indiscusso regime, e un governo civile sostituì la giunta militare che controllava il Paese dal 1962. 

Appena eletto, Sein annunciò di voler liberare oltre seimila prigionieri politici e la maggior parte è già stata scarcerata. Secondo l’associazione no-profit Aapp (Assistance Association for Political Prisoners) in Myanmar ci sono ancora 169 prigionieri politici in carcere e 446 attivisti in attesa di processo.

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