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Ritratti animali

Il fotografo britannico Tim Flach ha realizzato una serie di ritratti di alcune specie animali. I suoi lavori sono esposti a Edimburgo fino al 30 luglio

Immagine di copertina

Il fotografo britannico Tim Flach ha realizzato una serie di ritratti di alcune specie animali. I suoi lavori sono esposti dal 10 al 30 luglio 2015 al Retina Photography Festival di Edimburgo, in Scozia, insieme alle opere di altri sei fotografi – Doug Corrance, Kenneth Scortland, Luigi Giannetti, Hamish Brown, Bartek Furdal e David Wilson – e alcuni talenti emergenti. 

Il quotidiano britannico The Guardian ha raccolto alcuni degli scatti di Flach, disponibili anche sul suo sito. Flach – nato a Londra nel 1958 – ha cominciato a fotografare animali a 18 anni per un progetto scolastico, ma ha potuto concentrarsi a tempo pieno su questi soggetti solamente dieci anni più tardi, quando ha raggiunto una indipendenza e stabilità economica necessarie.

I suoi lavori sono riuniti in quattro libri: Equus, in cui ritrae diversi esemplari di cavalli; Dog Gods, che si concentra invece sui cani; More Than Humans; e infine Evolution, una collezione di diversi lavori realizzati da Flach negli ultimi 15 anni della sua attività.

In More Than Humans compaiono diverse specie animali, e i soggetti ritratti da Flach dimostrano una spiccata somiglianza – nello sguardo e nei gesti – con gli umani. Questa somiglianza, tuttavia, non è stata ricreata volontariamente dal fotografo, come scrive lui stesso.

“So che è molto facile vedere il mio lavoro come antropomorfico, e pensare che abbia provato a far sembrare gli animali il più possibile simili a noi esseri umani, ma in realtà sono molto più interessato all’antropocentrismo, vale a dire a come noi umani mettiamo noi stessi al centro della nostra relazione con gli animali, e al centro del nostro universo. Con le mie composizioni voglio evidenziare alcuni dettagli degli animali per rendere lo spettatore più empatico nei loro confronti. […] Noi umani pensiamo di essere unici, ma forse siamo solo animali umani“.