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L’esercito del Sudan del Sud responsabile di uccisioni brutali, stupri e torture

Secondo un report dell'Ong Human Rights Watch pubblicato il 22 luglio, i militari avrebbero dato fuoco a civili e li avrebbero schiacciati sotto i carri armati

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Le forze governative del Sudan del Sud e alcuni gruppi armati alleati sono responsabili di uccisioni brutali, stupri e torture, secondo quanto denuncia un report dell’Ong Human Rights Watch pubblicato il 22 luglio.

Durante l’offensiva nel governatorato di Unità, nel Sudan del Sud, i militari avrebbero dato fuoco a civili e li avrebbero schiacciati sotto i carri armati.

L’Organizzazione non-governativa con sede a New York, negli Stati Uniti, ha accusato l’esercito del Sudan del Sud di aver commesso crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Secondo quanto riportato in uno studio delle Nazioni Unite pubblicato il 18 giugno scorso, le forze di sicurezza del Sudan del Sud avrebbero prima violentato e poi bruciato alcune bambine.

I bambini maschi invece sarebbero stati prima castrati e poi lasciati morire dissanguati. Nel maggio del 2015, almeno 129 minori sono stati uccisi nel governatorato di Unità.

Il Sud Sudan in numeri

– Due terzi dei 12 milioni di abitanti del Paese ha bisogno di aiuti umanitari.

– Un sesto degli abitanti del Sudan del Sud è stato costretto a fuggire e a lasciare le proprie case.

– Il 70 per cento dei sud sudanesi non ha accesso a cure mediche adeguate.

– Il Sudan del Sud è uno dei Paesi con il più alto tasso di mortalità materna al mondo: 2.054 decessi ogni 100mila nati vivi (la media globale è di 210). La mortalità tra i neonati è di 52 casi ogni mille e un bambino ogni quattro muore prima di aver compiuto cinque anni.