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Il parlamento greco vota altre riforme per salvarsi

Oggi al voto il secondo pacchetto di riforme richieste dall'eurozona al parlamento greco, per accedere al piano di salvataggio da 86 miliardi di euro

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Il parlamento greco vota oggi, 22 luglio 2015, un secondo pacchetto di riforme richieste dai leader dell’eurozona, dopo quelle già approvate il 15 luglio, necessarie per ottenere il piano di salvataggio da 86 miliardi di euro per i prossimi tre anni.

Il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos ha affermato che è molto importante che le riforme vengano approvate, così che i colloqui sul piano di salvataggio possano ricominciare già venerdì 24 luglio, scrive la Bbc.

Il secondo piano di riforme al voto oggi in parlamento dovrebbe essere approvato senza particolari difficoltà, anche se in occasione del voto della settimana scorsa almeno 32 deputati dei 149 che siedono in parlamento con Syriza – il partito di sinistra radicale del premier greco Alexis Tsipras – hanno votato contro le riforme approvate dal parlamento.

Le misure accettate una settimana fa dal parlamento, di cui abbiamo parlato qui, comprendevano un insieme di riforme economiche e di tagli richieste dai Paesi dell’eurozona.

Le riforme che oggi vota il parlamento greco riguardano invece cambiamenti di natura più strutturale, di cui ha parlato la Bbc qui.

Il voto sulle misure più controverse, come per esempio l’aumento dell’età pensionabile e un incremento delle tasse per gli agricoltori (quello sull’Iva è già avvenuto), è stato per ora rinviato ad agosto.  

Intanto, il Fondo monetario internazionale ha fatto sapere che lunedì 20 luglio la Grecia ha restituito la prima rata del suo debito pari a circa 2 miliardi di euro.

Il governo greco è riuscito a saldare parte dei propri debiti nei confronti dei creditori internazionali grazie a un prestito ponte di 7 miliardi di euro, concesso ad Atene giovedì 16 luglio.

Con questo prestito, la Grecia dovrà anche restituire circa 4.2 miliardi di euro alla Banca centrale europea entro lunedì 27 luglio.

Il 20 agosto il governo di Atene deve pagare 3.2 miliardi di euro alla Banca centrale europea e, il prossimo settembre, 1.5 miliardi al Fondo monetario internazionale. 

Le banche in Grecia hanno riaperto lunedì 20 luglio dopo almeno tre settimane di inattività.

Un grafico della Bbc mostra il piano di salvataggio alla Grecia di 86 miliardi di euro previsto per i prossimi tre anni qualora Atene dovesse approvare e implementare le riforme richieste dai Paesi dell’eurozona