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Una donna in India è stata uccisa perché accusata di stregoneria

Negli ultimi sei anni quasi 90 persone sono state decapitate, bruciate vive o accoltellate a morte perché accusate di stregoneria nello stato indiano dell'Assam

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Una donna indiana, sospettata di essere una strega, è stata prima denudata e poi decapitata perché accusata di aver fatto ammalare alcuni abitanti.

Il fatto è avvenuto in un villaggio tribale nel distretto di Soniptur, che si trova nello stato dell’Assam, nell’India nordorientale.

Almeno sedici persone, tra cui nove donne, sono state fermate perché sospettate di essere coinvolte con l’uccisione di Purni Orang, di 63 anni, accusata di praticare stregoneria.

Secondo quanto riferito dalle autorità locali, negli ultimi sei anni quasi 90 persone – soprattutto donne – sono state decapitate, bruciate vive o accoltellate perché accusate di stregoneria nello stato dell’Assam, scrive la Bbc.

L’agenzia giornalistica Reuters riporta che sarebbero almeno 300 i casi di persone uccise perché accusate di stregoneria tra il 2001 e il 2006 nello stato indiano dell’Assam.

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In India etichettare le donne come streghe è un fenomeno abbastanza diffuso tra le comunità tribali e tra le persone che lavorano nelle piantagioni di tè.

“Purni era una strega e aveva lanciato un maleficio sui suoi nemici: non c’è posto per gli stregoni qui, dunque la sua uccisione è giustificata”, ha detto Kiran Teronpi, un abitante del villaggio, all’agenzia Afp.

Nello stato di Assam, lo scorso ottobre anche l’atleta indiana Debjani Bora è stata duramente picchiata perché sospettata di essere una strega.

Gli esperti dicono che dietro questi attacchi ci sono soprattutto credenze legate alla superstizione, ma può anche capitare che vengano prese di mira alcune persone – soprattutto vedove – al fine di ottenere la loro terra o la loro proprietà.

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