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Quattro marines uccisi a Chattanooga, negli Stati Uniti

La mattina del 16 luglio un giovane di 24 anni ha aperto il fuoco contro due centri della marina militare statunitense, nella città di Chattanooga, in Tennessee.

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Quattro marines sono stati uccisi da un giovane di 24 anni, Mohammed Youssef Abdulazeez, in due centri della marina navale statunitense a Chattanooga, nello stato federale del Tennessee.

In seguito all’attacco anche Abdulazeez è morto, ma non è stato confermato se sia stato ucciso dalla polizia o si sia suicidato. Nello scontro a fuoco tre persone, fra cui un agente, sono rimaste ferite.

La sparatoria è avvenuta la mattina del 16 luglio alle 10.30 ora locale. Il procuratore locale che si sta occupando delle indagini ha detto che si tratta di un caso di terrorismo interno e si pensa che l’uomo abbia agito da solo.

Abdulazeez era nato nel Kuwait, anche se la sua cittadinanza non è ancora stata confermata, ma aveva vissuto per anni negli Stati Uniti. Aveva frequentato il liceo e un college di ingegneria nella città di Chattanooga. 

L’Fbi – l’ente investigativo della polizia federale statunitense – ha detto che il movente dell’attacco non è ancora noto e non ci sono prove che Abdulazeez fosse affiliato a un’organizzazione terrorista. Tuttavia suo padre era stato investigato alcuni anni prima, per aver dato dei soldi a un’organizzazione con legami terroristici.

L’uomo era a bordo della sua auto, una Ford Mustang, quando ha aperto il fuoco contro un centro di reclutamento della marina navale nell’est di Chattanooga. Ha poi guidato verso un centro riservisti della marina, a circa dieci chilometri di distanza, dove ha colpito i quattro marines che si trovavano di fronte all’edificio. È morto poco dopo, sull’autostrada Amnicola.

Uno degli articoli di un blog che Abdulazeez aveva scritto prima dell’attacco era sotto monitoraggio di un’agenzia d’intelligence, il SITE Intelligence Group, che controlla le attività di possibili estremisti. Lunedì 13 luglio Abdulazeez aveva scritto che “la vita è breve e amara” e invitava a non lasciarsi sfuggire la possibilità di prostrarsi di fronte ad Allah.

L’uomo era già noto alle autorità perché era stato arrestato agli inizi dell’anno per guida in stato d’ebbrezza, ma non era nella lista dei sospetti terroristi.