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Cosa è successo il 15 luglio nel mondo

Le notizie senza giri di parole su TPI

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Afghanistan: il leader dei taliban, il mullah Mohammed Omar, ha annunciato di essere a favore dei negoziati di pace tra il governo afghano e i rappresentanti dei taliban, che sono stati avviati il 7 luglio scorso con la mediazione del Pakistan. Nel messaggio il mullah, latitante dal 2001, non si riferisce in modo esplicito alle trattative, ma dice di sostenere “l’interazione pacifica con il nemico”. L’annuncio arriva alla vigilia dell’Eid al Fitr, festa musulmana che si celebra per concludere il mese sacro del Ramadan.

Grecia: entro la mezzanotte di oggi, il parlamento greco deve approvare le riforme imposte dai leader dell’eurozona, in cambio di un nuovo prestito per attuare il piano di salvataggio e attivare un prestito di oltre 82 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Numerosi membri di Syriza si oppongono alle riforme e, a poche ore dal voto, si sono dimessi la viceministra delle finanze, Nadia Valavani, e il segretario generale del ministero delle Finanze, Manos Manousakis. Qui il punto su cosa sta succedendo in Grecia.  

– Siria: dall’inizio del 2015 almeno 52 bambini soldato reclutati dall’Isis sono stati uccisi in Siria, durante gli scontri contro l’esercito siriano e la coalizione guidata dagli Stati Uniti. Secondo l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, i bambini avevano meno di 16 anni e 31 sono stati uccisi nel solo mese di luglio.

– Italia: secondo un‘indagine dell’Istat sulle spese delle famiglie in Italia, un milione e 470 mila nuclei familiari in Italia – ovvero più di 4 milioni di persone – vivono in condizioni di povertà assoluta. Più di due milioni e mezza di famiglie – ovvero 7 milioni e 815mila persone – vivono invece in condizioni di povertà relativa. Con povertà assoluta si intende l’incapacità di acquisire beni e servizi di prima necessità, mentre la povertà relativa indica le difficoltà economiche nell’acquisire beni e servizi rispetto al livello economico medio nel contesto in cui si vive.

– Italia: il vicesindaco di Roma – pur non essendo indagato per l’inchiesta Mafia Capitale – si è dimesso dal proprio incarico. Il suo nome era comparso molte volte nelle ultime intercettazioni delle forze dell’ordine riguardo l’inchiesta su Mafia Capitale.

– Nigeria: il governo nigeriano ha imposto la chiusura di una stazione radiofonica non autorizzata, gestita da un gruppo di persone a favore della secessione dello stato del Biafra, nel sudest del Paese. Secondo il governo, il segnale della stazione è già stato oscurato, ma altre fonti hanno riferito che il canale della radio sta ancora trasmettendo. Il Biafra aveva dichiarato l’indipendenza nel 1967, ma fu sconfitto e riconquistato dalla Nigeria dopo una guerra civile di tre anni, che provocò oltre un milione di vittime.

– Sudan: il governo del Regno Unito è stato accusato di essere complice negli abusi di diritti umani in Sudan, perché ha fornito aiuti militari e addestramento all’esercito sudanese. Il caso è stato presentato a una corte londinese da Ali Agaba Nour, un avvocato sudanese e rifugiato politico nel Regno Unito.

Mali: la polizia ha arrestato 20 presunti militanti islamisti negli ultimi giorni, tra cui due cittadini francesi. Tra gli arrestati c’è anche l’organizzatore dell’attacco terroristico avvenuto lo scorso marzo in un ristorante a Bamako, la capitale del Paese, in cui furono uccise cinque persone.

The Post Internazionale (@thepostint)

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