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I leader europei discutono le nuove proposte greche

I ministri delle Finanze dell'eurozona non hanno ancora trovato un accordo su un nuovo piano di salvataggio per la Grecia, ma le trattative sono ancora aperte

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Le trattative tra il governo greco e i ministri delle Finanze europei sono ancora in fase di stallo. Il 9 luglio il premier greco Alexis Tsipras ha presentato nuove proposte all’Eurogruppo, che sono state approvate dal parlamento greco ma hanno riscosso pareri contrastanti tra i ministri dell’eurozona.

Domenica 12 luglio il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato su Twitter di aver cancellato un incontro con tutti i leader dei 28 Paesi membri dell’Unione europea, previsto per la stessa sera, a causa delle difficoltà delle negoziazioni in corso.

L’Eurosummit – ovvero l’incontro di tutti i capi di governo e di Stato dei 19 Paesi dell’eurozona – è invece ricominciato alle ore 16. Tusk ha scritto che l’incontro “continuerà fino a che non si concluderà il dibattito sulla Grecia”.

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I ministri delle finanze dell’eurozona si sono incontrati sia sabato 11 luglio sia la mattina del 12 luglio: per oltre dieci ore hanno discusso le nuove proposte di Atene.

Nonostante le difficoltà delle trattative, il premier greco Alexis Tsipras, al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles, ha detto di essere alla ricerca di un “compromesso onesto” e di credere sia possibile “raggiungere un accordo entro stanotte, se tutti lo vogliono”.

Secondo quanto riferisce l’agenzia giornalistica Reuters, venuta in possesso di una bozza del piano discusso dall’Eurogruppo, i ministri delle Finanze dell’eurozona vogliono che la Grecia si impegni ad approvare ulteriori misure economiche per risanare le finanze.

Tra le riforme richieste dai leader europei, secondo Reuters, ci sarebbero: una legge per aumentare subito l’Iva in alcuni settori; rendere indipendente l’ufficio nazionale di statistica greco; impegnarsi a raggiungere un surplus primario (ovvero la differenza tra le entrate e la spesa pubblica) del 3,5 per cento del Pil entro il 2018; riforme sulle pensioni più ambiziose; rafforzare i controlli sulle banche; privatizzare la società che gestisce la rete elettrica nazionale.

Se la Grecia accettasse questo nuovo piano, potrebbe ricevere un prestito di oltre 82 miliardi di euro dal Fondo europeo salvastati (Esm) e dal Fondo monetario internazionale. Secondo la bozza del documento redatto dai ministri dell’Eurogruppo, Atene dovrebbe approvare le riforme entro mercoledì 15 luglio per ottenere questo prestito. Inoltre il documento dice che la Grecia potrebbe uscire temporaneamente dall’eurozona se non si raggiungesse alcun accordo. 

Il premier greco Alexis Tsipras sta cercando un compromesso per non accettare in toto le misure d’austerity richieste dai leader europei.

Nel referendum del 5 luglio, la maggior parte dei cittadini greci ha votato contro le proposte dei creditori internazionali, e Tsipras ha ora il difficile compito di proporre un accordo che non scontenti né i suoi elettori né i leader europei.

Per raggiungere questo compromesso, il 9 luglio Tsipras ha proposto un programma incentrato su importanti tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse. L’11 luglio queste proposte sono state approvate dal parlamento greco con 251 voti a favore su un totale di 300.

Hanno votato contro le proposte anche alcuni membri del partito di Tsipras, Syriza, che considerano questo piano un tradimento dei propri valori e del proprio mandato elettorale. Syriza aveva infatti vinto le elezioni del gennaio del 2015 promettendo di rifiutare nuove misure austerity e di non cedere ai ricatti dei creditori internazionali.

Nel frattempo, le banche greche continuano a restare chiuse. Dovrebbero riaprire il 13 luglio ma, se entro la notte del 12 luglio non si raggiunge un accordo, alcune potrebbero fallire per l’assenza di liquidità.

I commenti dei leader europei

Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, ha dichiarato in conferenza stampa: “Siamo a un bivio. Andremo avanti con spirito d’unità, o inizieremo a separarci? Questa è la domanda dell’agenda di oggi”.

– Il leader dell’Eurogruppo, il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem, ha detto che le negoziazioni in corso erano “molto difficili”, ma tutte le opzioni sono ancora sul tavolo.

– Secondo quanto riferisce il quotidiano greco Kathimerini, il parlamento finlandese ha rifiutato di concedere alla Grecia un terzo bailout. Timo Soini, leader del partito nazionalista finlandese True Finns, ha minacciato di far cadere il governo nel caso il ministro delle finanze finlandese, Alex Stubb, voti a favore di un terzo bailout per la Grecia.

– Secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung (Faz) la Germania ha proposto una Grexit (l’uscita della Grecia dall’eurozona) temporanea, per almeno cinque anni, in modo da avere tempo per ristrutturare il debito.

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