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L’arte erotica giapponese che vuole rompere il tabù

Gli shunga, un tipo di stampe giapponese a tema erotico, sono considerate di grande valore artistico e vogliono rompere il tabù per cui sarebbero opere oscene

Immagine di copertina

Con il termine shunga – che in giapponese significa “pittura della primavera” – si intende un tipo di stampa a tema erotico molto diffusa in Giappone durante il periodo Edo (1600-1868).

Gli shunga nacquero in Cina e devono la propria origine probabilmente alle illustrazioni dei manuali medici. Dai pittori erotici cinesi, invece, le stampe prendono alcune caratteristiche tra cui l’ingrandimento degli organi genitali.

La vasta diffusione degli shunga avvenne con l’arrivo della pittura Ukyo-e, la pittura che rappresentava i divertimenti e la vita quotidiana di Edo, la città che corrisponde all’odierna Tokyo.

Gli shunga, per il loro carattere osceno, vennero più volte censurati attraverso appositi editti, soprattutto tra il Seicento e il Settecento sotto lo shogunato dei Tokugawa.

Ancora oggi, per il loro carattere erotico, gli shunga sono spesso considerati un tabù, ma contro questa etichetta di oscenità il mondo dell’arte ha mosso negli ultimi anni diversi passi.

Nel 2013, infatti, il British Museum di Londra ha organizzato una grande mostra dal titolo Shunga: sex and pleasure in Japanese art che ha visto oltre 90mila visitatori. Il prossimo settembre, gli shunga saranno protagonisti di una mostra a Tokyo, presso l’Esei-Bunlo Museum.

Il direttore del museo nipponico, l’ex primo ministro Morihiro Hosokawa, ha riferito in una conferenza stampa, lo scorso maggio, che la mostra che inizierà a settembre ha proprio l’obiettivo di rompere il tabù che si è creato intorno agli shunga.

“Le copie degli shunga sono molto diffuse tra i collezionisti, non è logico negare loro l’opportunità di vedere gli originali di questi lavori” ha detto Hosokawa.

In effetti, in Giappone il tabù è molto presente: ben 20 strutture espositive, infatti, si sono rifiutate di ospitare la mostra.

Tuttavia, nonostante l’etichetta di oscenità affibbiatagli, gli shunga ricoprono un importante valore sotto il profilo storico artistico. Questo genere, infatti, non era in uso solo tra pittori esclusivamente erotici, e numerosi shunga furono dipinti anche da alcuni tra i massimi esponenti della pittura giapponese, come Katsushika Hokusai, Kitagawa Utamaro e Suzuki Harunobu.

Gli shunga, inoltre, rappresentano un importante tassello nella storia della fumettistica giapponese, ed è considerata un diretto antenato dei manga erotici.

Anche per questa ragione, nella brochure ufficiale della mostra che si terrà a Tokyo, lo scrittore Hideo Levy ha voluto scrivere che gli shunga rappresentano una forma di “erotismo intelligente”, mentre Yuko Tanaka, rettore dell’università Hosei, ha scritto che gli shunga rappresentano “il dinamismo e l’umorismo della forza vitale”.

Anche il Fukoka Art Museum, nella città di Fukoka, nell’ovest del Giappone, ha deciso di muoversi per rompere il tabù intorno agli shunga. Per questa ragione, in una mostra sulle stampe ukyo-e che inizierà il prossimo agosto, ha deciso di ospitare anche circa 180 stampe shunga.