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Il principe saudita che ha donato tutto il suo patrimonio in beneficenza

Il principe saudita Alwaleed bin Talal, uno degli uomini più ricchi al mondo, ha detto che donerà 29 miliardi di euro in beneficenza.

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Il principe miliardario saudita Alwaleed bin Talal ha detto che nei prossimi anni donerà il suo intero patrimonio – 29 miliardi di euro – in beneficenza. Alwaleed, membro della famiglia reale dell’Arabia Saudita, secondo la lista stilata da Forbes è il trentaquattresimo uomo più ricco al mondo.

Il principe ha dichiarato che con il suo impegno filantropico aiuterà a promuovere il dialogo interculturale e i diritti delle donne, dare opportunità ai giovani, fornire aiuti in caso di emergenze umanitarie e disastri naturali, costruire scuole e orfanotrofi, e creare un mondo più tollerante e aperto.

“La filantropia è una responsabilità personale ed è parte integrante della mia fede islamica”, ha detto il principe saudita. 

Alwaleed ha detto che creerà un consiglio di amministrazione per gestire i fondi della Alwaleed Philantropies, organizzazione di beneficenza a cui negli ultimi 35 anni ha già donato 3,1 miliardi di euro. 


In una conferenza stampa, ha detto di essersi ispirato alla fondazione americana The Bill and Melinda Gates Foundation, creata nel 1994 da Bill Gates – fondatore di Microsoft – e da sua moglie Melinda. 

Il principe ha 60 anni e ha detto che i fondi potranno essere usati anche dopo la sua morte. Saranno gestiti dal figlio Khaled e dalla figlia Reem. 

Nella conferenza stampa in cui ha annunciato la sua decisione, Alwaleed ha precisato che questo non interferirà con il suo ruolo alla Kingdom Holding Company, società di investimenti di cui è presidente e che ha interessi in gruppi come Twitter, Apple, News Corp, il parco di Euro Disney, gli hotel Four Season e Citigroup.

Alwaleed inoltre sta costruendo un grattacielo nella città di Jeddah, sul mar Rosso, che dovrebbe diventare l’edificio più alto del mondo. All’inizio del 2015, il principe cercò di aprire un nuovo canale televisivo in Bahrain, ma le autorità lo chiusero dopo meno di 24 ore. Altri finanziamenti sono andati alla sezione islamica del museo del Louvre a Parigi, alle università di Harvard e Georgetown negli Stati Uniti, e a quelle di Cambridge ed Edimburgo nel Regno Unito.