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Il villaggio giapponese delle bambole

In un villaggio giapponese, la maggior parte della popolazione è fatta da spaventapasseri cuciti a mano da Tsukimi Ayano

Immagine di copertina

Tsukimi Ayano è una minuta signora di 65 anni che vive a Nagoro, un piccolo villaggio poco popolato tra le montagne di Shikoku, una delle quattro isole maggiori del Giappone. Ayano costruisce con pazienza bambole di paglia a grandezza naturale, che poi sistema nei vari angoli del villaggio: nelle case abbandonate, nei campi, sugli alberi e persino tra i banchi dell’unica scuola del villaggio, che fu chiusa nel 2012, quando gli ultimi due studenti si diplomarono.

A Nagoro, come racconta Ayano a Reuters, “ci vivono solo 35 persone e 150 spaventapasseri”. Il villaggio, così come altri luoghi del Giappone, si è spopolato perché la maggior parte dei suoi abitanti ha deciso di trasferirsi nelle città in cerca di lavoro.

“Per quanto mi piacerebbe che il villaggio potesse tornare a ripopolarsi, accetto il fatto che non succederà”, ha detto Ayano al quotidiano britannico The Guardian. “Fra 10 o 20 anni, non ci abiterà più nessuno qui”.

Ayano ha cucito la sua prima bambola di paglia tredici anni fa, perché voleva costruire uno spaventapasseri per tenere lontani gli uccelli dal suo campo. Da allora non ha più smesso e ha cucito circa 350 spaventapasseri, molti dei quali ricordano per l’aspetto i giovani che hanno abbandonato il villaggio o gli abitanti che sono morti.

A causa della prolungata esposizione agli agenti atmosferici, svariati spaventapasseri si sono però rovinati e circa ogni tre anni Ayano deve risistemarli. Queste sue creazioni vengo ammirate da molti turisti, che durante il giorno le tengono compagnia, così Ayano ha trovato un modo per sentirsi meno sola.