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Gli Stati Uniti torneranno ad aiutare l’esercito del Bahrein

Nonostante le violazioni dei diritti umani in Bahrein siano ancora frequenti, gli Stati Uniti hanno deciso di riprendere a fornire aiuti militari al Paese

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Il governo degli Stati Uniti ha dichiarato che fornirà nuovamente aiuti militari al Bahrein. Il portavoce del dipartimento di Stato americano John Kirby ha detto che negli ultimi quattro anni il Paese ha fatto numerosi progressi per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani, ma la sua affermazione è stata contestata da numerosi attivisti e Ong.

Gli aiuti erano stati bloccati nel 2011, quando il regno del Bahrein, di fede sunnita, aveva represso violentemente le proteste anti-governative da parte degli sciiti. Tra il 65 e il 75 per cento dei musulmani nel Paese è di fede sciita

“Non pensiamo che la situazione in Bahrein per quanto riguarda i diritti umani sia adeguata”, ha detto Kirby. “Ma crediamo sia importante riconoscere che ci sono stati progressi importanti”.

Le autorità statunitensi non hanno specificato quali armi e apparecchiature saranno forniti al Bahrein, ma hanno sottolineato che gli aiuti militari verranno utilizzati in attività di contro-terrorismo.

L’isola di Bahrein, nel golfo Persico, ospita la Quinta flotta statunitense che in passato è stata fondamentale nelle guerre in Afghanistan e in Iraq.

L’Ong americana Human Rights First ha condannato la decisione perché teme che vanifichi gli sforzi per mettere sotto pressione il governo del Bahrein e mettere in atto riforme per il rispetto dei diritti umani nel Paese. 

“Non si può presentare questa decisione come una buona mossa”, ha detto un portavoce di Human Rights First, Brian Dooley, al quotidiano britannico The Guardian. “Si tratta di una cattiva mossa per il Bahrein, per la regione mediorientale e anche per gli Stati Uniti”.

Dal 2011 almeno 89 persone sono state uccise negli scontri con le forze di sicurezza del Bahrein e in centinaia sono stati arrestati e sottoposti a processo per aver partecipato a manifestazioni anti-governative. 

L’organizzazione internazionale Human Rights Watch ha definito la situazione in Bahrein “fortemente problematica“, denunciando arresti arbitrari su manifestanti pacifici, uso della forza ingiustificato da parte della polizia, limitazioni alla libertà di stampa, abusi sui migranti che lavorano in condizioni di semi-schiavitù e violenze nelle prigioni in cui sono detenuti gli oppositori politici.

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