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Non chiamate psicotico il responsabile della strage di Charleston
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Non chiamate psicotico il responsabile della strage di Charleston

Descrivere i killer come "mentalmente instabili" aumenta la discriminazione verso i pazienti affetti da disturbi psichiatrici

04 Set. 2018

Pochi giorni fa Dylann Roof ha ucciso nove persone in una chiesa del South Carolina per motivi razziali. I giornali di tutto il mondo hanno raccontato questa tragedia, ma hanno spesso utilizzato una terminologia impropria.

Di fronte ad omicidi particolarmente efferati, brutali ed apparentemente inspiegabili, i giornalisti tendono a definire gli assassini come indistintamente “psicotici” o “mentalmente instabili”, e con Dylann Roof non è stata fatta eccezione. Ebbene, quando sui media ci si affretta a definire i vari killer freddi e spietati come persone “psicotiche” o “mentalmente instabili” si compie un enorme danno verso le altre persone che soffrono di disturbi psichiatrici.

I media, infatti, involontariamente diffondono la falsa credenza che le persone affette da disturbi mentali siano pericolose, e questo contribuisce a rendere tali persone altamente discriminate e stigmatizzate.

Le persone affette da schizofrenia, ad esempio, sono molto più svantaggiate nel trovare lavoro, nel trovare un’abitazione e nell’instaurare relazioni interpersonali rispetto alle persone con altre forme di disabilità psicofisica. Il loro essere percepiti come “individui pericolosi” gioca un ruolo determinante nel favorire questa forma di emarginazione sociale, e l’emarginazione sociale influenza negativamente la loro qualità di vita e il buon esito degli interventi terapeutici.

Peraltro, l’idea che chi soffre di disturbi mentali sia un individuo necessariamente pericoloso è falsa ed è stata confutata da innumerevoli studi. Le persone affette da disturbi dello spettro psicotico, ad esempio, hanno probabilità molto più alte di subire gesti violenti, piuttosto che di perpetuarne, con una probabilità di subire atti di violenza fino a 5 volte maggiore rispetto alla popolazione generale.

L’organizzazione britannica “time to change”, che si occupa di combattere la discriminazione verso le persone affette da disturbi psichiatrici, ha prodotto il video “Schizo: The Movie” che in 1 minuto e 8 secondi rende molto bene l’idea di quanto l’immaginario collettivo verso la malattia mentale sia profondamente deviato e sbagliato.

Cari giornalisti, quando descrivete un ragazzo che ha ucciso nove persone per il colore della loro pelle, usate categorie quali razzismo, integralismo, ignoranza o violenza, ma lasciate stare la malattia mentale. Per rispetto verso tutte quelle persone che, faticosamente, combattono ogni giorno la propria battaglia per una vita ed una condizione di salute migliore.

@savebers

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